Informazioni tecnologiche
19 gen
Chrom* Dev, il canale di sviluppo del browser di Google, ha appena acquisito il supporto a WebRTC per tutti i sistemi operativi. Quest’ultimo è un framework open source per la comunicazione in tempo reale da JavaScript su HTML5: non adotta una licenza approvata dalla Open Source Initiative (OSI). Il codice può essere ridistribuito. Nello specifico, WebRTC – l’acronimo per Real-Time Communication – è la tecnologia sviluppata da Google su Hangouts, la funzione di videoconferenza in Google+. Mountain View ha sottoposto l’architettura alla valutazione di W3C e IETF perché WebRTC possa diventare uno standard. Il supporto “nativo” su Chrom* è un vantaggio per Linux. Ad esempio, l’adozione di WebRTC renderà facoltativo il plugin di GTalk per il supporto a voce e video . La libreria è disponibile per Linux a 32-bit e 64-bit, ma soltanto pre-compilata nei pacchetti DEB ed RPM. WebRTC, al contrario, è più simile a Jingle : la tecnologia di XMPP per VoIP e videoconferenze. È una soluzione più duttile. Se non intendete aggiornare Chromium compilandone i sorgenti o la distribuzione in uso non ne prevede i pacchetti, il supporto di WebRTC può essere ottenuto facilmente da Chrome Dev – la versione “brandizzata” di Google – su qualunque sistema operativo. Scaricato e installato il browser, bisogna lanciarlo con –enable-media-stream . Prima di generare false aspettative, è bene sottolineare che per il momento WebRTC su Chrom* non serve praticamente a nulla. GTalk tuttora non l’ha adottato, perciò il plugin che ho citato rimane necessario per le videoconferenze. Hangouts di Google+, invece, implementa WebRTC lato-server — e il supporto del browser non è richiesto. L’unica ragione per attivare WebRTC su Chrom* è lo sviluppo di applicazioni basate sul framework di Google. In particolare, è utile a chi volesse ospitare la propria soluzione su AppEngine: è stata redatta una breve documentazione per l’avvio del programma d’esempio. Agli utenti, invece, è sufficiente un browser che supporti HTML5. Via | WebRTC Chrom* Dev ha acquisito il supporto a WebRTC, il framework di Google
Continua a leggere: Chrom* Dev ha acquisito il supporto a WebRTC, il framework di Google18 gen
Google Chrome, diciamolo, deve il suo successo anche alla capacità di riempire i tempi morti della giornata davanti al pc con giochetti immediati, coinvolgenti e che non richiedono una applicazione costante e continuata come i normali videogiochi. Tra i browser game più divertenti, presentiamo la lista di gradimento degli utenti. Realm of the Madgod. Classico TecnoMagazine.it . Articolo originale: Google Chrome: I 5 Migliori browser games
Continua a leggere: Google Chrome: I 5 Migliori browser games17 gen
I lavori per sviluppare una versione del famoso browser di Google, Chrome, per il nostro amato Android sembrano iniziati, ed ad informarci di ciò è u.
Continua a leggere: Chromium: “Let's port Chromium to Android!” – Androidiani17 gen
Rendere il codice jQuery più performante minimizzando le ricerche di elementi all’interno del DOM jQuery ha un ruolo importante nel riavvicinare gli sviluppatori web a JavaScript colmando lacune e inconsistenze nelle varie implementazioni dei browser più diffusi. Come effetto collaterale di questo successo, in alcuni sviluppatori alle prime… Autore: Marco Solazzi Tipo risorsa: articolo Categoria: JavaScript
Continua a leggere: Ottimizzare il codice jQuery14 gen
Il browser dell’azienda di Mountain View punta con decisione a scalzare Firefox, approfittando del declino di Internet Explorer
Continua a leggere: Google Chrome prosegue la scalata del successo13 gen
Google aggiorna l’ applicazione per Chrome dedicata alla consultazione offline della posta elettronica. Introdotta all’inizio di settembre, l’app consente di scaricare le email ricevute in locale, in modo da poterle consultare in un secondo momento anche in assenza di connessione a Internet. Una funzionalità particolarmente utile per chi viaggia e non sempre dispone di accesso al Web. Tra le novità introdotte con l’update di ieri, annunciato sul blog ufficiale dell’azienda, la possibilità di scegliere il periodo da sincronizzare tra 7, 14 oppure 31 giorni. In questo modo l’utente può decidere se effettuare il download dei messaggi ricevuti nell’ultima settimana, nelle ultime due settimane o in tutto l’arco del mese passato. Altre migliorie riguardano anche gli allegati , che finalmente possono essere scaricati insieme alle email e aperti in un secondo momento. Inoltre, chi ha abilitato le scorciatoie da tastiera nel proprio account Gmail , le potrà da oggi utilizzare anche offline. Per saperne di più su questa opzione, a molti ancora sconosciuta, è sufficiente premere il tasto “?” all’interno della propria casella. La nuova versione di Offline Google Mail (compatibile esclusivamente con il browser Chrome di bigG), infine, porta con sé alcuni bug fix e una riduzione dei tempi necessari per scaricare la propria posta.
Continua a leggere: Gmail offline, aggiornata l’app per Chrome12 gen
Zino è uno plugin per jQuery per creare uno slideshow altamente personalizzabile, supportato da tutti i browser (Firefox 3+, Chrome 11+, IE8+, Safari 4+, Opera 10+), SEO friendly, con validazione HTML e CSS. L’orientazione dei bottoni può essere sia orizzontale che verticale. Le transizioni possono essere automatiche o manuali.E’ possibile inserire nella stessa pagina anche più slider Tipo risorsa: script JavaScript Categoria script: Immagini: gallerie e slideshow
Continua a leggere: Uno slider con il plugin jQuery Zino12 gen
Gli esseri umani sono nati curiosi oppure la curiosità si coltiva attraverso l’ambiente, la competitività o un buon insegnante? Tutti abbiamo una domanda da fare – questa è la nostra, ma siamo sicuri che anche tu avrai un sacco di domande. Oggi vogliamo invitare gli studenti di tutto il mondo a porre le loro domande sul mondo che li circonda e a rispondere a queste domande attraverso la ricerca scientifica. Insieme ai nostri partner CERN, LEGO, National Geographic e Scientific American, lanciamo oggi la seconda edizione della Google Science Fair , la più grande competizione scientifica online, aperta a studenti di tutto il mondo di età comprese fra 13 e 18 anni. Sia individualmente, sia in squadre di tre persone al massimo, gli studenti individuano una domanda, sviluppano un’ipotesi e conducono esperimenti scientifici per testarla. L’intero processo deve essere descritto in dettaglio e presentato online, tramite un modello disponibile nel sito web della Google Science Fair. Tutto ciò che serve per partecipare, quindi, sono tanta curiosità, una connessione a Internet e un browser. Lo scorso anno abbiamo ricevuto progetti che cercavano di indirizzare i bisogni più vari, da “Come curare il cancro?” a “È possibile insegnare inglese a un robot?” o “È possibile costruire una barca a vela più veloce?” La quantità e la qualità di questi progetti erano impressionanti e quest’anno ci auguriamo di ricevere ancora più progetti da giovani brillanti che saranno la nuova generazione di scienziati. La fiera di quest’anno sarà ancora più globale di quella dello scorso anno, infatti i progetti possono essere presentati in 13 lingue (arabo, cinese, olandese, inglese, francese, tedesco, ebraico, italiano , giapponese, coreano, polacco, spagnolo e russo). Inoltre, premieremo 90 finalisti regionali (30 dalle Americhe, 30 dalla regione Asia-Pacifico e 30 dall’area Europa/Medio Oriente/Africa). Da questa rosa di 90 – che saranno annunciati a maggio – i nostri giudici selezioneranno i 15 finalisti, che voleranno in California a Mountain View, nel quartier generale di Google, per prendere parte all’evento finale della Google Science Fair che si terrà il 23 luglio 2012. Alle finali, una giuria eminente selezionerà i vincitori per ogni categoria di età (13-14, 15-16 e 17-18). ANela competizione di quest’anno è stata inoltre introdotta una nuova categoria, il premio Scientific American Science in Action. Siamo stati talmente inspirati dal progetto della finalista Harine Ravichandran dello scorso anno, che ha cercato di risolvere il problema dei picchi di energia elettrica nei villaggi rurali, che abbiamo deciso di premiare anche un progetto eccezionale che indirizzi una problematica sociale, ambientale o sanitaria e sia in grado di fare la differenza nella vita diuna comunità, proprio come è il progetto di Harine ha fatto per il villaggio dei nonni in India. Anche il vincitore di questo premio sarà invitato a Mountain View per l’evento finale a luglio. La Google Science Fair apre oggi, 12 gennaio, in tutto il mondo e i progetti si potranno presentare fino a domenica 1 aprile alle ore 11:59 GMT. Oltre ad appagare la tua curiosità, il tuo progetto può anche permetterti di vincere premi interessanti come una borsa di studio da $50,000 offerta da Google, un viaggio di 10 giorni alle Isole Galapagos con un esploratore del National Geographic o un tirocinio in Google o presso uno dei nostri partner. Il vincitore del premio Scientific American Science in Action si aggiudicherà $50,000 e il supporto di un mentore per un anno per trasformare il suo progetto in realtà. I vincitori della prima Google Science Fair, chesi è tenuta l’anno scorso, sono diventati una specie di rock star della scienza. Shree Bose, Naomi Shah e Lauren Hodge hanno incontrato il Presidente Obama , sono state invitati a parlare a importanti eventi come TED Women e su di loro sono stati scritti articoli nella rivista Wired. Shree, la vincitrice del primo premio, è stata descritta nella rivista Glamour come una delle 21 Amazing Young Women of the Year . Visite alla Casa Bianca e articoli a parte, ogni studente che ha partecipa alla Google Science Fair ha la possibilità di svolgere ricerca pratica con il potenziale di cambiare veramente il mondo. Visita google.com/sciencefair e fai le domande che sono veramente importanti per te affinché tutto il mondo le senta. Google stesso è stato fondato attraverso esperimenti e con la Google Science Fair ci auguriamo di ispirare l’esplorazione scientifica nella generazione futura di scienziati e ingegneri, celebrare il talento scientifico e unire gli studenti di tutto il mondo nella ricerca del sapere. Scritto da: Cristin Frodella, Team Educazione Google
Continua a leggere: Tutti hanno una domanda: fai la tua domanda partecipando alla Google Science Fair 201210 gen
Shim è la soluzione ideata da Chris Marstall, un dipendente del Boston Globe Media Lab, che è stata utilizzata per provare il nuovo sito di The Boston Globe con ogni browser esistente. Il portale della testata è un esempio del cd. “responsive design” in HTML5 e CSS3 — cioè un layout adattabile a qualunque dispositivo o risoluzione. Lo strumento è open source , in quanto ne sono disponibili i sorgenti. Tuttavia, non prevede alcuna licenza: ridistribuirlo potrebbe comportare dei problemi legali. Richiede l’utilizzo di Mac OS X 10.6 (Snow Leopard) o superiore e Node.js. Personalmente trovo che sia una soluzione sui generis, perché non è un emulatore per i browser. In pratica, Shim realizza un proxy in locale per forzare la connessione condivisa di Mac OS X a indirizzare i dispositivi collegati al sito di prova. Se non si possiedono dei device da collegare, insomma, è del tutto inutile: sarebbe stato più utile un emulatore. Ad esempio, quelli previsti di norma coi SDK per i sistemi operativi. Via | ReadWriteWeb Shim, lo strumento creato per provare The Boston Globe tra i browser
Continua a leggere: Shim, lo strumento creato per provare The Boston Globe tra i browser4 gen
Quando si parla di software open source e in particolare di Linux , la fetta di mercato desktop corrispondente non è mai la prima cosa ad essere citata, dato che tra gli appassionati ma non solo è risaputo che presso l’utenza comunque il pinguino non gode di così tanta considerazione. Tuttavia le cose sembrano essere cambiate nell’ultimo semestre 2011. NetMarketShare infatti è un sito web che si occupa di stilare report sui dati di mercato dei più ingenti software tra browser, applicazioni e sistemi operativi; secondo l’agenzia dai dati emersi sin da Luglio dell’anno ormai passato si è avuto un leggero incremento di circa lo 0.10% per mese per quanto riguarda la userbase Linux . Sulla pagina ufficiale è possibile guardare la curva subita dal marketshare del nostro sistema operativo preferito; sicuramente rispetto allo staticismo degli scorsi anni nei quali Linux è rimasto sulla soglia dell’1% è un grosso passo avanti: si può arrivare a parlare di crescita per il sistema open source, e a questo punto c’è da discutere quale sia il fattore che ha determinato questo incremento significativo a fronte di una soglia fissa. Forse gli sforzi di Canonical sono stati apprezzati presso la folla? Unity , la shell grafica di Ubuntu non è così male dopo tutto? E secondo voi, qual’è stato l’evento che ha stimolato le persone sino a determinare una crescita di ben un terzo della base di utenza?
Continua a leggere: Linux ha raggiunto l’1,41% del marketshare: crescita?
Commenti recenti