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Archive for the ‘Hardware’ Category

03 aprile 2012 – Il mercato SaaS (Software as a Service), in base alle previsioni di Forrester Research, raggiungerà i cento miliardi di dollari entro il 2017, e la popolarità di servizi cloud-based sta crescendo all’interno di aziende di ogni dimensione, ma, anche se la cloud è interessante per molti versi, comporta numerose sfide legate alle prestazioni. Ecco perché è nata la soluzione Steelhead Cloud Accelerator, frutto della collaborazione tra Akamai e Riverbed. “L’avvento di infrastrutture cloud pubbliche comporta un incremento dell’utilizzo di applicazioni e servizi forniti in modalità SaaS. La consolidata competenza e le innovative tecnologie di ottimizzazione di Internet e l’impegno profuso nel garantire sempre elevate performance ai propri utenti, hanno eletto Akamai il partner ideale con il quale collaborare” , spiega Albert Zammar (nella foto), Regional Sales Manager di Riverbed Technology Italia. “Steelhead Cloud Accelerator, infatti, unisce le innovative tecnologie di ottimizzazione Internet di Akamai alle soluzioni di WAN optimization di Riverbed per garantire l’ottimizzazione end-to-end delle applicazioni fornite in modalità SaaS”, prosegue Zammar . “ Questa soluzione ‘congiunta’ è quindi in grado di superare i problemi legati alle performance che sorgono nelle reti cloud ibride, in particolare in quelle organizzazioni che devono ridurre il traffico sui collegamenti al backhaul, superando le barriere legate alle performance, riducendo il consumo di banda e proteggendo gli investimenti IT”. Steelhead Cloud Accelerator, disponibile su abbonamento, è un add-on alle appliance Steelhead già installate, che non richiede alcun cambiamento né all’implementazione né all’infrastruttura del provider delle applicazioni fornite in modalità SaaS, ed è indipendente dal luogo in cui si trovano gli utenti o l’applicazione, qualsiasi sia la combinazione di infrastruttura fisica, virtuale e cloud. “Una versione potenziata di Riverbed Optimization System (RiOS), il software alla base dei prodotti Steelhead, viene attivata sull’Intelligent Platform di Akamai quando un cliente sottoscrive un abbonamento a Steelhead Cloud Accelerator” , spiega Luca Collacciani (nella foto), Sales Manager di Akamai. “Facendo leva sulle installazioni esistenti delle soluzioni di WAN optimization di Riverbed su reti aziendali e sull’Intelligent Platform di Akamai globalmente distribuita per l’ottimizzazione Internet, le aziende possono ottenere ritorni immediati senza dover installare nuovi componenti hardware. Le soluzioni di Akamai e Riverbed sono già utilizzate separatamente da oltre diciassette mila imprese in tutto il mondo, tra le quali vi sono numerose aziende Fortune 500, e moltissime di queste sono clienti comuni. Con Steelhead Cloud Accelerator, quindi, forniamo un servizio completo che va a soddisfare, tramite una soluzione unica, le esigenze delle aziende sia sul lato Internet pubblico sia su quello delle WAN”. Le aziende possono procedere con l’installazione di una singola istanza di Steelhead Cloud Accelerator per applicazione SaaS. Quelle supportate sono al momento tre, ma in seguito il numero verrà esteso: Google Apps, Salesforce.com e Microsoft Office 365. L’esperienza insegna Schneider Electric è specializzata nella gestione dell’energia a livello globale, con attività in più di cento paesi e oltre sedici mila utenti che accedono a Salesforce.com, comprese le persone che gestiscono gli ordini e il customer service. “ Le connessioni Internet backhaul, che conducono gli utenti sulla WAN privata prima di accedere alla rete Internet pubblica, aggiungono latenza e consumi di banda ulteriori, rendendo più complicato l’accesso a Salesforce.com ,” spiega Lionel Marie, Lead Architect for Global WAN Acceleration dell’azienda. “Superare le barriere legate alle performance era fondamentale per gestire gli ordini in modo efficiente e fornire un servizio eccellente. Abbiamo installato Steelhead Cloud Accelerator per valutare la soluzione da Parigi ed effettuare il backhaul ai data center di Salesforce.com presenti negli Stati Uniti. Abbiamo ottenuto l’80 per cento di riduzione dei dati, utilizzando una quantità di banda sei volte inferiore” . Il tutto evitando un costoso upgrade di banda e ottenendo i risultati attesi in termini di prestazioni.

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Samsung aveva inizialmente promesso che il Galaxy S i9000 avrebbe ricevuto un aggiornamento ad Android 4 Ice Cream Sandwich, salvo poi ritornare sui propri passi dopo aver realizzato che l’hardware dello smartphone era inadeguato per poter gestire il nuovo sistema operativo.

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02 aprile 2012 – Kyocera Mita Italia ha annunciato il cambio del proprio nome aziendale che, a partire da oggi, diventa Kyocera Document Solutions Italia. Il nuovo nome enfatizza l’evoluzione aziendale da un’organizzazione che produce hardware in una realtà consulenziale in grado di fornire soluzioni chiavi in mano, composte anche da software e servizi. Il cambiamento conferma inoltre una trasformazione iniziata ormai da anni, grazie all’introduzione dei Managed Document Services (MDS). Il nuovo approccio di vendita di Kyocera Document Solutions Italia pone il focus sull’analisi del parco installato, per definire la strutturazione del flusso documentale all’interno dell’azienda cliente, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente le prestazioni e ridurre sensibilmente i costi operativi. La crescita dei Managed Document Services coincide con l’espansione delle divisioni Global Service Kyocera in ogni nazione, per supportare con tempestività e conoscenza del mercato locale gli ormai numerosi clienti internazionali. Da qui è nata l’esigenza di un nuovo nome per focalizzare immediatamente e in modo appropriato la tipologia di business. Coltivando alleanze chiave nell’industria e sviluppando le proprie soluzioni, Kyocera Document Solutions gestisce e struttura le informazioni che pervengono in formato cartaceo o elettronico, per poi elaborarle, collocarle in repository adeguati, condividerle all’interno dell’azienda e/o distribuirle a destinatari predefiniti. “ Kyocera Document Solutions è il risultato di una pianificazione nonché crescita costante, che ha posto i clienti al centro del nostro business ”, ha dichiarato Oliver Kreth, General Manager European Marketing. “ Questa strategia ha previsto anche lo sviluppo di un portafoglio di soluzioni e servizi rispondenti alle singole necessità, in modo da costituire una valida piattaforma per la crescita futura ”.

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Hyundai A7 è un nuovo tablet economico basato su sistema operativo Android 4.0 Ice Cream Sandwich , ma si differenzia dagli altri prodotti meno costosi dei concorrenti per via di un hardware di buon livello. I tablet economici di solito sono infatti pensati per un pubblico meno esigente, che non ha bisogno di prestazioni incredibili, ma la tavoletta digitale Hyundai possiede specifiche piuttosto soddisfacenti. Hyundai A7 è disponibile ad un prezzo di soli 110 dollari e integra un display da 7 pollici con risoluzione da 480

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Apple spiega la garanzia con una tabella

Apple illustra agli utenti i termini della propria garanzia pubblicando una tabella esplicativa in risposta alla condanna dell’antitrust.

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    Dopo l’acclamato successo ottenuto su piattaforma PlayStation 3, Sony ha pensato bene di portare la famosa serie Uncharted sulla nuova portatile PS Vita cercando di esordire con un titolo d’effetto per il lancio della console. Sviluppato dal team interno Sony Bend Studios , Uncharted: L’Abisso d’Oro eredita dai “fratelli maggiori” le stesse meccaniche di gioco casalinghe riproposte in versione portatile con l’ausilio di nuove funzionalità, possibili grazie alle notevoli prestazioni tecniche di PlayStation Vita. La nuova avvenutra di Nathan e compagni si propone quindi in una versione ridotta, ma solo per quanto riguarda le dimensioni della macchina sui cui viene “raccontata” dal momento che Naughty Dog ha costantemente supervisionato il progetto per mantenere ciò che di buono è stato fatto in tre capitoli per PS3. La domanda che sorge spontanea è però solamente una: saranno riusciti gli sviluppatori a mantenere uno standard qualitativo degno della serie? Se volete proprio scoprirlo, dopo la pausa vi forniamo le nostre impressioni a riguardo. UNA “VITA” AVVENTUROSA L’avventura narrata in Uncharted: L’Abisso d’Oro va ad isolarsi dalla trilogia della serie uscita su PS3 raccontando un’inedita vicenda del noto esploratore Nathan Drake posizionata cronologicamente alcuni anni prima degli eventi presenti in Uncharted: Drake’s Fortune. In questo capitolo portatile è stata scelta l’ America Centrale come area geografica che fa da scenario alla trama, la quale vede Nate alle prese con la ricerca del mistero che si cela dietro al massacro di una spedizione spagnola avvenuto nel 1600. Ad accompagnare il nostro Nathan lungo nuove scoperte vengono in aiuto personaggi mai presentati nei precedenti capitoli, come il poco affidabile compagno di sventure Jason Dante e l’esuberante esploratrice Marisa Chase . Entrambi verranno messi a nudo lungo la narrazione della trama mettendo alla luce alcuni dei loro aspetti nascosti animando la storia con diverse sorprese. Abituati però allo stile cinematografico adottato soprattutto negli ultimi due capitoli per PS3, Uncharted: L’Abisso d’Oro soffre l’assenza delle geniali menti di Naugthy Dog mancando di scene veramente spettacolari e del continuum di colpi di scena a cui sono stati abituati i fan. Nonostante tutto, il gioco rimane comunque un buon titolo, supportato da un comparto tecnico notevole e da meccaniche di gioco solide e già rodate in grado di tenere sempre fisso l’interesse del giocatore. Le circa 10 ore di gioco per concludere l’avventura sono infatti condite da una giocabilità composta da fasi di esplorazione e azione ben alternate tra loro, oltre a numerose nuove aggiunte che riguardano in particolare la risoluzione di enigmi e la scoperta di “tesori” nascosti utilizzando le funzionalità esclusive di PlayStation Vita. Nathan Drake in Uncharted: L’Abisso d’Oro vanta infatti di tutta una nuova serie di metodi per collezionare oggetti e superare sfide che prevedono l’uso di touch screen e fotocamera. Tra le novità più rilevanti vi sono alcune fasi in cui il protagonista deve cimentarsi nelle vesti di fotografo, immortalando alcuni specifici scenari utilizzando il touch pad posteriore per effettuare zoom e l’accelerometro per cercare l’inquadratura perfetta. Altri puzzle prevedono invece l’uso del touch screen frontale per spolverare antiche reliquie alla scoperta di simboli nascosti. E ancora, altri enigmi sfruttano la fotocamera per cercare fonti di luce nel mondo reale in modo da far comparire messaggi su antiche pergamene. Quest’ultima, a dire la verità, ci ha davvero sorpreso per l’originalità. LE NUOVE DOTI DI NATHAN DRAKE Le tecnologie hardware di PS Vita sono state implementate anche per ampliare il sistema di controllo di Uncharted: L’Abisso d’Oro permettendo al giocatore di utilizzare il metodo più comodo durante il gioco. A dire la verità, sin dall’annuncio del titolo eravamo un po’ scettici su queste nuove funzionalità, soprattutto perchè pensavamo che l’uso di touch screen, accelerometro e fotocamera sarebbe stato implementato come sistema obbligatorio per controllare Nathan Drake nel corso delle sue peripezie. I controlli di gioco offrono invece il più delle volte due modalità facoltative per ogni tipo di azione principale da poter usare in tempo reale senza il bisogno di mettere il gioco in pausa per selezionare la più consona. Al classico sistema di controllo già sperimentato a dovere con in capitoli per PS3, si affiancano nuove implementazioni del touch screen e dell’accelerometro per le fasi platform, le sessioni esplorative e gli scontri a fuoco. Per esempio, durante le arrampicate è possibile utilizzare gli stick analogici e i pulsanti del pad come nel modo classico, oppure indicare a schermo con le dita il percorso degli appigli a cui Nathan deve aggrapparsi con la possibilità di inclinare la console verso un punto raggiungibile effettuando un salto. Per i combattimenti è invece presente il classico sistema di Quick Time Event che prevede il solo utilizzo delle funzionalità del touch screen per effettuare le giuste mosse mediante il tocco di un’icona o l’esecuzione di una gesture mostrata a schermo con il giusto tempismo. Questa, effettivamente sembra la funzionalità più azzeccata per l’episodio PS Vita. Durante la nostra prova abbiamo però constatato che la maggior parte delle nuove funzionalità sono state introdotte dagli sviluppatori come una sorta di abbellimento del gioco per dimostrare i possibili utilizzi delle diverse tecnologie presenti in PS Vita. Sono stati pochi i momenti durante i quali abbiamo sfruttato questo tipo di controlli. Come abbiamo detto è comunque facoltativa la scelta dei controlli, adattando l’uso di essi ad ogni tipo di esigenza. ESPLORANDO LE POTENZIALITÀ DI PS VITA Gli sviluppatori non potevano scegliere piattaforma migliore per portare la spettacolarità di Uncharted in versione mobile. PlayStation Vita riesce infatti a mostrare i muscoli con Uncharted: L’Abisso d’Oro mantenendo una realizzazione grafica degna del primo capitolo d’esordio per PS3. Grazie anche a una risoluzione dello schermo più ridotta, la prima avventura portatile di Nathan Drake si mostra con una qualità estetica notevole lasciando il giocatore letteralmente a bocca aperta. Gli scenari offrono una notevole cura nei dettagli con giungle e foreste rigogliose di vegetazione, oltre a un ottimo uso di effetti di luce ed ombra. Unica pecca la varietà delle ambientazioni che tendono spesso a somigliarsi, salvo nelle fasi avanzate della storia. Anche per quanto riguarda la realizzazione dei personaggi è possibile notare una buona rappresentazione in termini di qualità grafica e animazioni, soprattutto per il caro Nathan Drake. Un po’ meno invece per i compagni d’avventura e in particolar modo i nemici. Ad affiancare questo maestoso comparto grafico vi è un’ottima implementazione di effetti audio e musiche, che come al solito riescono ad immedesimare al meglio il giocatore. Inoltre, la localizzazione in italiano offre la stessa qualità di doppiaggio proposta in tutta la serie mantenendo le voci dei personaggi più noti. Per quanto riguarda le modalità secondarie, Uncharted: L’Abisso d’Oro è sprovvisto in questa sua prima incarnazione portatile di un comparto multigiocatore online simile a quello degli ultimi due capitoli per PS3, ma presenta in sostituzione di esso una sorta di gioco social-game chiamato Mercato nero , grazie al quale è possibile tenere traccia dei reperti collezionati durante gli scontri a fuoco con la possibilità di effettuare scambi con altri giocatori attraverso l’applicazione nativa Near . COMMENTO FINALE Dobbiamo ammetterlo, eravamo abbastanza scettici sulla riuscita di Sony Bend Studios nel mantenere l’ottima qualità della serie anche su PlayStation Vita, ma questo solo prima di mettere le mani su Uncharted: L’Abisso d’Oro. Già dopo le prime ore di gioco ci siamo infatti ricreduti molto velocemente, scoprendo quanto anche su un dispositivo portatile le vicende di Nathan Drake siano piacevolmente apprezzabili. Qualità che è senz’altro derivata dall’ottimo lavoro degli sviluppatori aiutati dalla supervisione di Naughty Dog nel confezionare uno dei migliori prodotti di intrattenimento casalingo in una prima veste portatile che, seppur appaia a tratti ridotta, mantiene sempre una certa eccellenza. La potenza di PS Vita ha indubbiamente nominato il dispositivo Sony come console portatile degna di questo passaggio di piattaforma, decretando Uncharted: L’Abisso d’Oro come il miglior titolo attualmente presente in mercato e soprattutto come uno degli acquisti obbligatori per ogni utente della console. Cosa ci piace Cosa non ci piace Comparto tecnico eccelso Possibilità di scegliere il sistema di controllo in tempo reale È sempre Uncharted Ambientazioni poco varie Alcuni nuovi sistemi di controllo sono poco utili Trama meno spettacolare rispetto ai capitoli per PS3 Uncharted: l’abisso d’oro – oltre 100 immagini di gioco Uncharted: L’Abisso d’Oro – la recensione

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    Gli sviluppatori Fedora discutono su come implementare il supporto ARM. Nel thread aperto da Matthew Garrett viene posto il problema di determinare le condizioni entro le quali ritenere una piattaforma come primaria. Sembra che al momento ARM non verrà considerata alla pari di x86 e x86_64. Più in dettaglio, la discussione ha avuto come punto focale la metrica e la qualità che sarebbero necessarie ad una architettura qualora venisse promossa allo status di “piattaforma primaria”. Attualmente se ARM venissa trattata come piattaforma primaria gli effetti sull’attuale flusso di lavoro interesserebbero diverse aree in termini di tempi di correzione bug , accesso all’hardware dedicato al testing e quantità di macchine disponibili per la compilazione. L’hardware attualmente a disposizione non consente di effettuare il passaggio senza incidere pesantemente sul lavoro di routine. Si sta quindi valutando un approccio che diminuisca la latenza e l’impatto sul ciclo di sviluppo principale. Jon Brendan ha inoltre sottolineato la necessità di creare gli strumenti necessari per la correzione e la manutenzione dei pacchetti specifici per ARM. Quello che si deduce dalla discussione è la volontà di dare specifiche esatte per la promozione della piattaforma. Il sentimento generale è quello che non ha senso promuovere ARM se poi non potrà ricevere lo stesso trattamento delle altre architetture. L’integrazione deve essere totale. Quindi se da un lato non sembra esserci lo stesso entusiasmo dimostrato da Canonical dall’altro si riconosce la necessità di seguire la tendenza ARM con i dovuti standard, senza compromessi. Nel frattempo i rilasci verranno effettuati modificando un flag di Koji e i bug critici non costituiranno motivi di ritardo per il rilascio ufficiale di Fedora. Via | Phoronix Fedora e il supporto ARM, gli sviluppatori scelgono la cautela

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  • Per i personaggi dei romanzi il tempo non sembra scorrere mai ed alla regola non sfuggono i protagonisti della saga di Harry Potter, il cui primo libro risale al 1997, vale a dire un’era geologica fa, per il mondo della tecnologia. Se quindici anni or sono era inconcepibile prevedere, oltre al successo del romanzo, anche la sua diffusione in formato elettronico, tre lustri più tardi questo rappresenta un qualcosa di irrinunciabile; per questo motivo sono in arrivo gli ebook del maghetto più famoso dell’era moderna. Continua a leggere Harry Potter: in arrivo gli ebook… Commenta

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