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Archive for the ‘open-source’ Category

ASP.NET – o, almeno, gli strumenti di sviluppo che lo compongono – è open source : Microsoft ha scelto di “liberare” i sorgenti di Model-View-Controller (MVC), Web API e Web Pages rilasciati con licenza Apache 2.0 su CodePlex. Utilizzando il nuovo supporto a Git, infatti, l’intero stack di ASP.NET è ottenibile dai server di Redmond. L’intenzione di Microsoft, coinvolgendo i programmatori di terze parti nello sviluppo di ASP.NET, è evidentemente quella di promuovere l’adozione di Internet Information Services ( IIS ). Il web server non ha la stessa diffusione di Apache e, di conseguenza, ASP.NET non ha quella del PHP: basterà “liberare” i sorgenti per la comunità? Le ambizioni di Redmond sono altre. La stessa governance di ASP.NET è stata adottata da Windows Azure , il Software Development Kit (SDK) per i servizi di cloud computing dei clienti di Microsoft. L’“apertura” dei componenti di ASP.NET rientra nel tentativo d’attrarre sviluppatori per le applicazioni web con Windows e Windows Phone. Via | Microsoft Microsoft ha “aperto” i sorgenti dello stack di ASP.NET via CodePlex

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GCC compie 25 anni

Mentre il 2011 ha visto i festeggiamenti per il ventennale del kernel Linux, il 2012 verrà sicuramente ricordato per il compleanno di un altro grande progetto. GCC , la celebre suite di compilatori compie 25 anni ed i suoi sviluppatori per l’occasione hanno rilasciato la versione 4.7.0 , con davvero tantissime novità. Il primo annuncio di Richard Stallman sul gruppo Usenet net.unix-wizards nell’ormai lontano 1987 recitava così: Per cominciare, GNU sarà un kernel con tutte le utility necessarie per scrivere ed eseguire programmi C: editor, shell, compilatore C, linker, assembler, ed altre cose. Dopo di questo, aggiungeremo un formattatore di testo, uno YACC , un gioco Empire, un foglio di calcolo, e centinaia di altre cose. A distanza di tanti anni, GCC è cresciuta estendendo il suo supporto a numerosi processori e agli standard dei vari linguaggi. Il nuovo GCC 4.7.0 offre tra gli altri un primo supporto ai nuovi standard ISO C11 e C++11 , oltre alla memoria transazionale su alcune architetture.

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Gli sviluppatori Fedora discutono su come implementare il supporto ARM. Nel thread aperto da Matthew Garrett viene posto il problema di determinare le condizioni entro le quali ritenere una piattaforma come primaria. Sembra che al momento ARM non verrà considerata alla pari di x86 e x86_64. Più in dettaglio, la discussione ha avuto come punto focale la metrica e la qualità che sarebbero necessarie ad una architettura qualora venisse promossa allo status di “piattaforma primaria”. Attualmente se ARM venissa trattata come piattaforma primaria gli effetti sull’attuale flusso di lavoro interesserebbero diverse aree in termini di tempi di correzione bug , accesso all’hardware dedicato al testing e quantità di macchine disponibili per la compilazione. L’hardware attualmente a disposizione non consente di effettuare il passaggio senza incidere pesantemente sul lavoro di routine. Si sta quindi valutando un approccio che diminuisca la latenza e l’impatto sul ciclo di sviluppo principale. Jon Brendan ha inoltre sottolineato la necessità di creare gli strumenti necessari per la correzione e la manutenzione dei pacchetti specifici per ARM. Quello che si deduce dalla discussione è la volontà di dare specifiche esatte per la promozione della piattaforma. Il sentimento generale è quello che non ha senso promuovere ARM se poi non potrà ricevere lo stesso trattamento delle altre architetture. L’integrazione deve essere totale. Quindi se da un lato non sembra esserci lo stesso entusiasmo dimostrato da Canonical dall’altro si riconosce la necessità di seguire la tendenza ARM con i dovuti standard, senza compromessi. Nel frattempo i rilasci verranno effettuati modificando un flag di Koji e i bug critici non costituiranno motivi di ritardo per il rilascio ufficiale di Fedora. Via | Phoronix Fedora e il supporto ARM, gli sviluppatori scelgono la cautela

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Dalle votazione del gruppo su Flickr , sono emersi i 13 vincitori delle votazioni per la selezione dei wallpaper che saranno presenti di default su Ubuntu 12.04 Precise Pangolin. 13 nuovi e frizzanti wallpaper sono stati scelti dalla comunità Ubuntu e a breve arriveranno con gli updates nella beta 1 e saranno presenti sicuramente in Ubuntu 12.04 Beta 2 . Un altro tassello del look di Ubuntu 12.04 è stato finalmente sistemato e sembra che tutto stia andando a gonfie vele, se siete interessati ai nuovi wallper potete scaricarli tutti da qui e usarli per abbellire il vostro desktop. Non si può dire che questi 13 nuovi wallpaper siano in linea con il codename della prossima relase ne tanto meno con i suoi colori così come è stato per i precedenti vincitori del contest ma sono ugualmente molto belli a vedersi e faranno sicuramente una bella figura sopratutto se paragonati con i wallpapers che si trovano di default su altri OS o su altre distro GNU/Linux . Galleria

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Firefox: ecco i piani per il 2012

Archiviato il rilascio numero 11 d i Firefox e del client di posta elettronica Thunderbird , per il team di Mozilla è arrivato il momento di guardare avanti verso le future versioni e ciò che porteranno ad utenti e sviluppatori. Avevamo già parlato del restyling con il progetto Australis e il Mozilla Marketplace , ma le novità non si fermano qui. Sul sito hacks.mozilla.org , crocevia delle notizie più interessanti per il browser del panda rosso, è stata stilata un elenco di ciò che ci aspetta per tutto il 2012. Compatibilità e sincronizzazione per gli add-on : tutte le estensioni compatibili per Firefox 4 e superiori diventeranno compatibili per Firefox 10 e versioni successive. Firefox Sync , oltre alla sincronizzazione dei dati consentirà di portare su altri PC anche gli add-on preferiti; Aggiornamenti silenziosi : a partire da Firefox 13, l’avvio e la chiusura del browser non saranno più interessate dalle operazioni di aggiornamento. La scheda che notifica l’aggiornamento verrà visualizzata solo in caso di update importanti. WebRTC , ovvero il supporto alla trasmissione audio/video e di dati in tempo reale tra due browser; L’implementazione di SPDY , il protocollo sperimentale per la riduzione della latenza per le pagine Web ideato da Google , HTTP pipelining , ovvero la tecnica che consente di inviare più richieste HTTP su una singola connessione TCP, e la pre-connessione HTTP , un complementare di SPDY. Per chi vuole conoscere in dettaglio i progetti di casa Mozilla, sono disponibili le relative roadmap di Firefox e della sua piattaforma Web .

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Linux 3.3: EXT4 contro Btrfs

Di Btrfs abbiamo parlato più volte: è un filesystem GPL di tipo copy-on-write che vanta caratteristiche di nuova generazione, prime tra tutte le possibilità di compressione trasparente e creazione di snapshot . Ancora totalmente “fuori dai giochi”, è stato escluso anche da Fedora 17 in quanto Anaconda (il programma di installazione) non è ancora pronto per il suo pieno supporto e perché la sua famosa (per lo meno sulla carta) ed essenziale utility di check e riparazione (chiamata btrfsck ) è ancora nello stato di danger dont ever use . Tuttavia, essendo visto da molti come il futuro standard de facto in ambito Linux, esso merita una serissima considerazione, e quest’oggi riportiamo un interessante benchmark del solito Phoronix circa la sua perenne rivalità con l’attuale re, EXT4 , sempre dal punto di vista prestazionale (sulle feature non c’è nemmeno da discutere). Ebbene, Phoronix torna sul paragone tra Btrfs ed EXT4 e questa volta utilizza il kernel Linux 3.3 (devel) su due sistemi hardware: uno basato su CPU i3 con hard disk tradizionale ed uno con CPU i7 e unità SSD . Sistema operativo è Ubuntu 12.04 LTS (development shapshot all’incirca alla data detta Beta 1 ) ed arbitro la consueta Phoronix Test Suite 3. Venendo ai test, vediamo come EXT4 primeggi di molto su Postmark (disk transaction) e su NGINX static page serving , mentre sui vari FS-Mark in media Btrfs si difende forse un po’ meglio, tuttavia arrivando secondo su due molte più volte di quelle cui eravamo abituati da precedenti duelli. Il tutto sia per HDD che per SSD. Anche gli IoZone (read/write) e i Compile bench danno ragione all’attuale re, facendo – questa volta sì – decisamente sfigurare Btrfs . Che ancora non sia davvero pronto per la successione?

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La notizia è di quelle che certamente darà da pensare: NVIDIA entrerà ufficialmente a far parte di Linux Foundation . Ce lo anticipa il solito Phoronix – ed è lo stesso sito a dar voce ad alcune riflessioni non troppo speranzose sul buon esito di questa collaborazione per quel che riguarda gli utenti finali. Al di là del comunicato ufficiale (di cui, al momento in cui scrivo, non v’è ancora traccia) quel che è certo è che NVIDIA si unisce al già ben nutrito elenco di aziende facenti parte della Linux Foundation tra cui Yahoo , Broadcom, Dell, HP, IBM, AMD, Intel, Novell, Canonical e Qualcomm, Adobe. Ebbene, certamente i casi più controversi non si sono risolti: Adobe Flash è e resterà software proprietario (con tutto il paradosso di Flash solo per Chrome ), i driver AMD/ATI sono sempre un blob binario e l’equivalente open source non gode di tutte le funzionalità, e lo stesso si può certamente dire per il modulo NVIDIA e la sua alternativa Nouveau . Un po’ meglio sembrerebbe andare in ambito embedded (piattaforma Tegra ). Quel che è sicuro è che NVIDIA dovrà investire un certo quantitativo di denaro (in ragione del suo status d’iscrizione) nella fondazione, ma certamente non nasce alcun obbligo di rendere libero il software prodotto. Che cosa ne pensate?

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Linux e Facebook? Uniti dallo stesso ideale

Linux e Facebook, due nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni: il primo, un progetto ormai ventennale e diffusissimo in ambito client, server ed embedded. Il secondo, il social network per eccellenza, il più conosciuto ed utilizzato dal popolo della Rete. Ma possono due idee, due prodotti di successo così diversi avere dei fondamentali punti in comune? La risposta è sì, e a dirlo è Jim Zemlin , direttore esecutivo della Linux Foundation . Nell’ articolo cita la lettera scritta da Mark Zuckerberg per i suoi investitori, che si apre così: Facebook non è stato creato inizialmente per essere un’azienda. È nato per compiere una missione sociale – rendere il mondo più aperto e connesso. La stessa idea, afferma Zemlin, alla base di Linux , venti anni fa: Linus Torvalds ha avuto un’idea simile 20 anni fa quando ha iniziato Linux come la via per lo sviluppo collettivo di software. Linus ha dato il via al suo progetto “solo per divertimento”  e ha più volte dichiarato che la sua motivazione dietro Linux è risolvere problemi interessanti con il codice. Ma le motivazioni non si fermano certo qui: entrambi hanno nel cuore la condivisione e la cultura hacker , nell’accezione corretta del termine: Le persone che condividono di più – anche se solo con gli amici più stretti o i familiari – creano una cultura più aperta che porta ad una migliore comprensione delle vite e delle prospettive altrui. La cultura hacker è estremamente aperta e meritocratica. Gli hacker credono che l’idea migliore e la sua implementazione dovrebbero vincere sempre gli hacker credono che qualcosa può sempre migliorare, e che nulla è mai completo. È ovvio che Facebook non sia esclusivamente spinto dall’etica hacker – le politiche poco chiare in passato sulla privacy degli utenti potrebbero essere un esempio – ma l’appoggio fornito dalle tecnologie open source gli ha certamente permesso di portarsi più avanti dei suoi concorrenti, grazie ad una scelta rivelatasi anche coraggiosa. Che ne pensate?

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VLC per Android fa capolino su XDA

In via totalmente non ufficiale, è stata pubblicata sul forum di XDA Developers , ormai punto d’incontro quasi obbligato per chi si trova a condurre un uso abbastanza smaliziato di un handset portatile, una build di VLC per Android ; gli sviluppatori del celebre player stanno infatti lavorando da qualche tempo ad un’applicazione anche per il sistema di casa Google . Nonostante VLC per iPhone fosse stato reso disponibile addirittura in via ufficiale per qualche tempo, salvo poi il passo indietro degli sviluppatori di fronte alle direttive dispotiche di Apple , la versione per Android tarda ad arrivare: ci ha pensato un utente autonomo, il quale ha compilato il programma e lo offre come pacchetto installabile per il proprio terminale. La build che viene scaricata quindi è assolutamente non ufficiale, e compatibile con Android 2.3 e Android 4.0 , rispettivamente Gingerbread e Ice Cream Sandwich . Purtroppo l’installazione richiede di identificare il modello del proprio processore, dato che vengono forniti vari APK per diversi processori – questo è dovuto al fatto che VLC interagisce molto a basso livello con l’hardware a differenza delle normali applicazioni. Per procedere al download, seguite quindi le istruzioni presenti sulla pagina ufficiale del forum.

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