Informazioni tecnologiche
1 mar
Linux ed embedded è un binomio che nel corso del tempo si sta rivelando sempre più felice, complice anche il mini computer Raspberry Pi , di cui vi abbiamo parlato nelle passate settimane. Ma non è l’unico: Ars Technica ci dà infatti notizia di un nuovo dispositivo della grandezza di una chiavetta USB: Cotton Candy . Prodotto dalla società danese FXI , Cotton Candy è capace di eseguire Android 4.0 e Ubuntu , oltre a client di virtualizzazione per Windows, Mac e Linux, ed ha caratteristiche di tutto rispetto: processore ARM Cortex-A9 dual core da 1.2 Ghz, 1 GB di RAM, GPU Mali-400 MP , capace di riprodurre video in alta definizione e una memoria microSD da 64GB. La connettività di rete è offerta da una scheda WiFi di classe b/g/n e Bluetooth 2.1. Cotton Candy si collega al PC per l’installazione del sistema operativo tramite USB, ed ha un’uscita video HDMI. È già possibile pre-ordinare questo dispositivo sul sito ufficiale , con un prezzo che si aggira sui 199 dollari (189 euro). Su YouTube è stato pubblicato inoltre un breve video di presentazione:
Continua a leggere: Android e Ubuntu: arriva Cotton Candy, il mini-pc23 feb
Chi si affida a tecnologie open source in larga maggioranza, poi ne ricerca l’adozione anche in futuro: ne abbiamo scritto qualche tempo fa e ce lo conferma il caso di studio della NASA , la quale ha rilasciato una RFI (Request for Information) in cui ha chiesto l’aiuto di alcune compagnie nel compito di reimplementare l’infrastruttura web di nasa.gov, utilizzando solamente tecnologie open source . La ricerca di compagnie aderenti alla domanda sta avvenendo secondo il criterio di trovare, secondo la NASA , compagnie “visionarie, che capiscono l’ open source , il cloud computing, e il coinvolgimento dei cittadini attraverso le ultime tecnologie online”. La RFI è disponibile online, ed è relativa ad un compito complesso, infatti l’infrastruttura web NASA è qualcosa di non semplice migrazione e manutenzione. Stiamo parlando infatti di: 1,29TB di traffico giornaliero; 600.000 visitatori unici al giorno; 140 siti web e applicazioni differenti; 700.000+ pagine web; Insomma, di certo non bruscolini. Come parte degli obiettivi, il progetto parla di aumentare l’uso dell’ open source per abbattere i costi del software, ma soprattutto per rendere sostenibile ancora di più l’indipendenza dai produttori software e da licenze restrittive .
Continua a leggere: La NASA rinnova NASA.gov: open source obbligatorio21 feb
Cadnano è una soluzione, disponibile su Mac OS X e Windows, realizzata dal Wyss Institute presso la Harvard University — per il cd. “DNA origami”. In sostanza, il software ricostruisce la struttura delle cellule disegnandola al computer. Tutt’altro che un divertissement scientifico, Cadnano potrebbe aiutare a sconfiggere il cancro. Scritto in Python e Qt, Cadnano può funzionare tranquillamente anche su Linux senza bisogno d’un installer . La Piattaforma è sia open source , sia free software , rilasciata con licenza MIT. Recentemente, il Wyss Institute ha associato Cadnano a dei nanorobot di nuova concezione capaci d’identificare e distruggere le cellule tumorali. Qualora le cellule siano ancora sane, invece, questi nanorobot dovrebbero riuscire ad arrestare il processo di conversione, preservando i tessuti. Il meccanismo non è dei più semplici, per chi non avesse conoscenze mediche: tuttavia, chiunque può apprezzare il fatto che Cadnano – il software che lo renderà possibile – sia “libero”. Via | Nature Cadnano, il software open source dei robot che distruggono il cancro
Continua a leggere: Cadnano, il software open source dei robot che distruggono il cancro15 feb
A quanto pare, Canonical è meno restia ai feedback della comunità di quanto sembri. Gli aficionados del “classic desktop”, ossia di GNOME 2.32, si sono scagliati così tante volte contro Unity da far considerare alla compagnia un piccolo cambio di rotta. Se in Ubuntu 11.10 infatti non è più possibile scegliere la sessione di GNOME (data la presenza di GNOME 3.0 alla base del desktop environment), in Ubuntu 12.04 questa possibilità di scelta è stata reintegrata, agendo sulla sessione di fallback di GNOME , quella della “modalità grafica sicura”, per intenderci. Per avere subito questo cambiamento, dovrebbe bastare installare il pacchetto corrispondente dai repository: sudo apt-get install gnome-session-fallback In questo modo riavrete quanto di più simile al desktop classico ci possa essere, con tutte le criticità del caso: per quanto sviluppata, questa soluzione non è pensata per essere usabile quanto Unity , anche se verrà fatto parecchio lavoro per integrare la user experience di Ubuntu all’interno di questa potenziale sostituta del vecchio desktop tradizionale. Installato il pacchetto, si tornerà ad avere la sessione classica; basterà scegliere la voce apposita nel menù disponibile al momento del login, attraverso la rotella configurativa posta di fianco al nome utente. Un altro cambiamento, questo, che fa presagire la portata più che buona della prossima release LTS di Ubuntu .
Continua a leggere: Ubuntu 12.04: disponibile anche il “desktop classico”15 feb
Interessantissimo confronto quello che Phoronix Tom’s Hardware ci propone quest’oggi, il quale vede contrapporsi Ubuntu 11.10 e Windows 7 , entrambi nelle build a 64 bit , come del resto oggigiorno ci si deve aspettare dai moderni sistemi operativi. Il confronto è variegato (anche se, devo dire, talvolta un po’ approssimativo), e comprende test velocistici di avvio e shutdown, benchmark disco, CPU e grafici. L’ hardware del test è un PC con CPU Core i5 a 2.88 GHz, 8GB RAM, ben due schede grafiche ( AMD Radeon HD 4870 e nVidia GeForce GTX 260) e hard disk tradizionale quale unità di memorizzazione di massa. Fatte le dovute premesse circa il “ring” della sfida, veniamo ai risultati del test. Sull’ avvio , shut-down , ibernazione e successivo wake up si alternano rispettivamente come vincitore (quindi impiegando meno tempo nella relativa azione) Ubuntu e Windows; quindi ancora Ubuntu e Windows. Nemmeno dal test circa il filesystem (un po’ rozzo a dir la verità) emerge un chiaro vincitore: EXT4 primeggia sull’NTFS di Windows Seven sulla copia di grandi file da HD ad HD, mentre Windows primeggia da HD a USB. Pari invece da “chiavetta” USB ad hard disk. Latitano i test sulle copie di file piccoli, copie concorrenti e via discorrendo, cui Phoronix, a dire il vero, ci ha viziati. I vari test seguenti di compressione ed elaborazione audio/video non fanno emergere, secondo Tom’s Hardware e la sua suite di test X-Plat v1.0, nessun chiaro vincitore nel settore dei benchmark CPU-based . Tra i “Che barba, che noia”, arriviamo all’ultima sessione di benchmark, quella grafica , dove vengono utilizzati per entrambe le schede i dirver proprietari : Ubuntu verrà ancora una volta battuto in tale settore? Nossignore: la media dei test dice che Windows 7 ha la meglio su scheda nVidia, Ubuntu vince sull’AMD. Un risultato eccellente. Tanti pareggi ed un colpo di scena, ma, ai punti , c’è un vincitore ? A risposta affermativa specifichiamo: Ubuntu !
Continua a leggere: Ubuntu 11.10 VS Windows 7 – benchmark a sorpresa10 feb
A pochi giorni dall’abbandono di Kubuntu da parte di Canonical , l’attivissimo Mark Shuttelworth ha annunciato nel suo blog la prima release sperimentale di Ubuntu Business Remix . Ubuntu Business Remix è semplicemente una derivata di Ubuntu 11.10 che offre un diverso parco software iniziale. Nulla di più, nulla di meno. È lo stesso Shuttleworth a dirlo: Everything in the remix is available from the standard Software Centre. Non troverete nulla in questo rilascio che non sia già possibile scaricare semplicemente dal Software Center . L’intento di Canonical con questa remix, spiega Mark, è quello di semplificare l’installazione del sistema in ambito professionale, rimuovendo tutto il software accessorio (come Gwibber , giochi e programmi di file sharing) e aggiungendo di default programmi come VMware View , Adobe Flash e OpenJDK. Tutto questo per evitare alle aziende di dover disinstallare e installare troppo software in fase di installazione e messa a punto. Fin qui sarebbe la solita notizia sull’ennesima scelta commerciale di Shuttleworth se non fosse per il download dell’ISO, disponibile alla pagina ufficiale . La presenza di alcuni software per cui è necessario sottoscrivere un EULA (come VMWare) fa si che sia possibile scaricare l’immagine di Ubuntu Business Remix solo tramite registrazione e accettazione preventiva della licenza. Una cosa che ai puristi dell’Open Source non può non far venire la pelle d’oca.
Continua a leggere: Business Desktop Remix: arriva Ubuntu per le aziende8 feb
A quanto pare, la politica degli sviluppatori del kernel Linux riguardo il ben noto bug del consumo energetico consiste nell’applicare le patch relative il più presto possibile: dal team di sviluppo infatti è stato annunciato che la versione 3.2.5 sarà una release contenente una sola patch rispetto alla precedente, e sarà la patch che si presume possa risolvere in maniera definitiva il bug. Il motivo di questa decisione essenzialmente è che la maggior parte dei distributori che hanno anche collaborato in upstream per identificare ed eliminare il problema, nella prossima release stabile delle rispettive distro includerà Linux 3.2 come kernel, quindi case come Canonical , Red Hat e Novell potranno includere il fix senza abbandonare un ramo del kernel più rodato. Greg Kroah-Hartman ha anche commentato l’unicità della patch contenuta nel changelog dicendo che tale release sarà al solo scopo di poter controllare effettivi miglioramenti in maniera agevole da parte di tutti. Ubuntu 12.04 quindi non soffrirà più del problema del consumo energetico, così come Fedora 17 , e tutte le distribuzioni basate sul kernel Linux 3.x . Tutto ciò, naturalmente, nonostante il fatto che in Linux 3.3 il problema sia già stato risolto. La patch applicata in Linux 3.2.5 è frutto di un’operazione di backport.
Continua a leggere: Linux 3.2: risolto il bug del consumo energetico3 feb
The Humble Indie Bundle è tornato è sta volta con il pieno supporto a Android . 4 giochi DRM-free , multi-piattaforma (per GNU/Linux , MacOSX, Windows e ovviamente Android) e al prezzo che volete voi. I titoli di questo evento sono: EDGE ; Osmos ; World of Goo ; Anomaly . Titoli come Osmos e World of Goo sono già molto famosi tra gli utenti GNU/Linux perché, presenti nelle precedenti versioni di Humble Bundle , offrono un esperienza di gioco unica e fantastica anche agli utenti del pinguino. In particolare potrete ottenere World of Goo solo se pagherete più di 4.95$ (3.75€) mentre per gli altri tre titoli l’offerta resta libera . Le due novità sono EDGE, un gioco dall’esperienza unica dove dovrete far avanzare un cubo dentro dei percorsi a ostacoli, e da Anomaly un wargame dove dovrete difendere il vostro convoglio. I giochi sono acquistabili direttamente dal sito di Humble Bundle via Paypal, Amazon payments e Google checkout . Una volta acquistati (la transizione di solito avviene in pochi secondi) ricevere un email dove troverete il link per scaricare i giochi (potrete scaricarli sia via download normale oppure usando un torrent) disponibili già pacchettizzati in.deb (quindi per Ubuntu e Debian ) e in.rpm (per Fedora e altre derivate Red Hat) oppure in installer comuni a tutte le distribuzioni quali.sh,.bin e normali archivi tar.gz . Se siete curiosi e volete vedere i giochi in azione eccovi un video realizzato dal team di Humble Bundle :
Continua a leggere: Humble Indie Bundle: stavolta supporto ad Android2 feb
Sono passati più di venti giorni da quando il team di Linux Mint , la derivata di Ubuntu più chiacchierata dell’era post-Unity, ha rilasciato la Release Candidate della versione 12 con KDE . Da allora i bug ancora aperti sono diminuiti drasticamente e si attende a breve il rilascio della versione definitiva. In attesa del rilascio definitivo diamo un occhiata alle nuove features. La nuova versione include l’ultimissimo rilascio 4.7.4 dell’ambiente desktop KDE , che risolve più di 2000 bug della precedente release, e tutte le novità upstream di Ubuntu 11.10 fra cui spiccano l’introduzione del kernel Linux 3.0 (sfortunatamente ancora affetto dal noto bug del consumo energetico) e Firefox 9 . Poche sono però le novità significative introdotte dal team di Mint . Primo, anche per la versione KDE viene impostato DuckDuckGo come motore di ricerca predefinito. Secondo, questa è la prima versione di Linux Mint ad essere rilasciata sotto forma di Hybrid ISO , formato che semplifica significativamente la creazione di USB bootabili pur mantenendo la retrocompatibilità con i vecchi metodi (come Unetbootin ). Se siete ansiosi di provarla potete installare l’ISO della Release Candidate. Come al solito repetita juvant : se installate la RC e la aggiornate costantemente, vi troverete automaticamente con la versione definitiva una volta che verrà rilasciata. Senza bisogno di reinstallare. In ogni caso è sempre bene prestare attenzione. Gran parte dei bug noti segnalati nella nota di rilascio sono stati già sistemati ma la prudenza non è mai troppa sulle macchine di lavoro.
Continua a leggere: Linux Mint 12 KDE: si avvicina il rilascio30 gen
Da qualche giorno circola sul web la domanda di Jorge O. Castro , membro dell’Ubuntu Community Team, posta nella mailing list ufficiale : Con tool tipo MyUnity in universe, e… una configurazione di base disponibile nel pannello di controllo, proporrei la rimozione di compizconfig-settings-manager . Non intendo dire “smettete di dire alla gente di usarlo” o “aggiungere un warning”, intendo proprio una rimozione totale dall’archivio finchè il tool non è testato meglio per accertarsi che non corrompa la configurazione fatta dalle persone. La proposta-provocazione chiede, in pratica, di rimuovere il famoso tool per la configurazione di Compiz e di “sostituirlo” con il nuovo MyUnity , uno strumento ad-hoc per la configurazione di Unity in Ubuntu 12.04 . La motivazione alla base di questa scelta sarebbe il potenziale rischio di danneggiare il sistema con un uso improprio di CCSM da parte di utenti inesperti. Questa proposta è stata presa troppo sul serio sia dalla comunità che da molti blog. Leggendo per intero la discussione sulla mailing list appare chiaro che a parte un timido Castro e un agguerrito Marc Deslauriers , la proposta ha ricevuto un bel numero di voci contrarie, critiche a pioggia e si è quasi subito conclusa con una marcia indietro e il compromesso di aggiungere un warning. La questione però tocca un nervo scoperto di Ubuntu e lascia il fianco scoperto ai suoi oppositori. Non è la prima volta infatti che nelle discussioni di Ubuntu 12.04 si discute di rimuovere funzioni e software dai repository a causa della loro potenziale minaccia all’integrità del sistema. Una politica che ricorda da vicino quella dell’ App Store di Apple e che viene fortemente contestata da molti utenti navigati. Le discussioni su CCSM si sono subito sgonfiate; quelle sulla politica di Ubuntu , invece, le vedremo ancora per molto.
Continua a leggere: Ubuntu 12.04: CCSM verrà rimosso?
Commenti recenti