Informazioni tecnologiche
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Durante gli ultimi due incontri su IRC, il FESCo (Fedora Engineering Steering Committee) ha approvato alcune interessanti features che verranno implementate con la versione 17, in arrivo il prossimo 22 Maggio. I direttori tecnici di Fedora, hanno deciso che la prossima versione di Fedora includerà GCC nella versione 4.7 anche se questa è stata implementata e testata qualche giorno fa. Sono stati confermati alcuni pacchetti che erano stati messi in discussione, infatti troviamo GNOME 3.4, Plasma Workspace 4.8 e Gimp 2.8, tutte versioni non ancora rilasciate ma che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Altro componente importante in Fedora 17 sarà Riak e oVirt, componenti utilizzati in Red Hat Enterprise Virtualization 3, rilasciata ieri. Fedora 17 potrebbe essere una piacevole sorpresa per questo 2012, nonostante i numerosi progressi di alcune distro maggiori come Ubuntu che con la versione 12.04 dovrebbe puntare all’affermazione definitiva come distro più popolare e Linux Mint, distro tuttofare, Fedora potrebbe ricominciare a dire la sua; i presupposti ci sono tutti ora non resta che portare a termine un ottimo lavoro iniziato con tanto entusiasmo. Via | H Online Fedora 17 arriverà con Gimp 2.8, KDE 4.8 oVirt e GCC 4.7
Continua a leggere: Fedora 17 arriverà con Gimp 2.8, KDE 4.8 oVirt e GCC 4.719 gen
KDE Telepathy, il giovane client per la messaggistica istantanea ideato da David Edmundson, è stato promosso di recente dal Playground del desktop environment alla categoria Extragear. Un piccolo riconoscimento che apre alla possibilità di sostituire Kopete — l’applicazione predefinita attuale di KDE. È un segnale davvero positivo. Non solo perché Kopete rappresenta un retaggio di KDE3 che molti vorrebbero lasciarsi alle spalle. KDE Telepathy, oltre al client di Edmundson, rientra in un progetto più ampio per rivedere l’infrastruttura della comunicazione sul desktop. L’adozione di Telepathy – il framework di FreeDesktop utilizzato da GNOME – è la vera notizia. Molto probabilmente la transizione sarà completata con KDE5, perché i componenti in gioco sono diversi. KDE Telepathy è il primo passaggio: Dario Freddi, ad esempio, lavora all’integrazione con Plasma — per un’ applet sulla falsariga di GNOME Contacts. Dopo WebKit e GStreamer, Telepathy è un ennesimo punto di contatto tra i desktop. Via | David Edmundson KDE Telepathy è sulla buona strada per dare il “benservito” a Kopete
Continua a leggere: KDE Telepathy è sulla buona strada per dare il “benservito” a Kopete3 gen
Martin Gräßlin, il manutentore di KWin , ha annunciato il proprio impegno nel 2012: si dedicherà ai binding per JavaScript del window manager — oltre a migliorare l’implementazione di QML (quest’ultima in previsione di Qt5 e KDE5). La novità più interessante è costituita dalla possibilità di realizzare dei progetti derivati da KWin. Plasma Desktop Console è già capace d’eseguire gli script di KWin 4.9 – la versione in fase di sviluppo – in JavaScript. Una possibilità inibita alle singole applicazioni, per escludere problemi di sicurezza. L’idea è quella d’offrire un maggiore supporto all’esterno di KDE: ad esempio, per “armonizzare” l’aspetto delle librerie Qt. Lo stesso lavoro è previsto per le Application Programming Interface (API) di QML, cosicché le “decorazioni” di KWin 4.9 o superiore siano interamente esposte. L’utilizzo più intrigante che mi viene in mente sarebbe un porting del window manager sul browser. Magari, per gestire le funzioni di HTML5 sui file system come con Dolphin. Via | Martin Gräßlin KWin permetterà l’ideazione di window manager derivati in JavaScript
Continua a leggere: KWin permetterà l’ideazione di window manager derivati in JavaScript23 dic
È stata rilasciata ieri, in serata, la prima release candidate per KDE 4.8. Tra le novità proposte spicca KSecretService, un nuovo servizio in background per la memorizzazione delle password e soprattutto per migliorarne la condivisione con le applicazioni esterne a Plasma e KDE. Un cruccio tipico del desktop environment e KWallet. Un aspetto destabilizzante venendo da ambienti diversi – ad esempio, da GNOME – è proprio l’onnipresenza della finestra di KWallet: il “portachiavi” di KDE per il salvataggio delle password. Alla prima parola–chiave da salvare è richiesto l’inserimento d’una password per sbloccare KWallet. Una soluzione tanto sicura, quanto scomoda. Non sono stati proposti molti dettagli sulla presenza di KSecretService su KDE 4.8 RC 1. Tuttavia, il mio auspicio è che utilizzi una soluzione più simile a quella di GNOME Keyring: il “portachiavi” di GNOME non richiede la password per accedere a quelle salvate. Chi vuole proteggerle con questo metodo può farlo a titolo opzionale. Da questo punto di vista, personalmente credo che la soluzione più intelligente sia quella di Ubuntu. Oltre all’integrazione predefinita di GNOME Keyring con Pluggable Authentication Module (PAM), Ubuntu cripta la cartella dell’utente usando la password di login. Accedendo al desktop si sbloccano sia la /home , sia il “portachiavi”. KDE è perfettamente integrato con PAM già dal display manager, perciò realizzare altrettanto non costituirebbe un problema. Ancora meglio se associato a KSecretService per raccogliere e condividere le password di applicazioni “aliene”. Si può comunque scegliere di lasciare KWallet senza parola–chiave, ma è una scelta sconsigliabile. Altre novità di KDE 4.8 RC 1 sono meno eclatanti: la direzione intrapresa dal progetto è la stessa di Qt, aumentando l’utilizzo di QML e QtQuick in vista del futuro major upgrade a KDE5 e Qt5. Dolphin, ad esempio, è stato riscritto per migliorare ulteriormente le performance. Seguono consueti fix di manutenzione all’intero desktop. Via | KDE News KDE 4.8 inaugura KSecretService per la memorizzazione delle password
Continua a leggere: KDE 4.8 inaugura KSecretService per la memorizzazione delle password15 dic
David Edmundson, già conosciuto per il porting di Telepathy, ha realizzato l’interfaccia di Light Display Manager ( LightDM ) in QML coi binding delle librerie Qt. Originariamente scritto per le Gtk+, LightDM è diventato il display manager predefinito di Ubuntu a partire da Oneiric Ocelot. Edmundson l’ha adattato all’uso su Kubuntu. LightDM è del tutto indipendente dal desktop environment e perciò può adattarsi, meglio di GDM, a qualunque variante di Ubuntu: Xfce, LXDE e adesso KDE possono usufruire del display manager. Non è un progetto di Canonical, però il lavoro di Edmundson potrebbe essere in tempo per approdare su Precise Pangolin — almeno, come opzione. Grazie alle caratteristiche del display manager, l’interfaccia in QML per LightDM conserva lo sfondo e il tema predefiniti del desktop. Edmundson è riuscito a integrare pure i widget di Plasma. La gestione dell’aspetto è tra le impostazioni di Kubuntu: il progetto è nel playground di KDE, i pacchetti sono disponibili su Launchpad. Via | David Edmundson LightDM s’installa su Kubuntu coi binding per Qt di David Edmundson
Continua a leggere: LightDM s’installa su Kubuntu coi binding per Qt di David Edmundson9 nov
Sono pensati per migliorare la qualità e la salubrità dell’aria negli ambienti chiusi i nuovi purificatori d’aria di LG . La nuova gamma è articolata su cinque modelli pensati per soddisfare una vasto giro di esigenze. Tutte le unità svolgono una tripla funzione di pulizia dell’aria , di sterilizzazione tramite la tecnologia Nano Plasma Ion e di umidificazione . L’azione congiunta di questi strumenti permette di abbattere la presenza di allergeni e sostanze irritanti, di eliminare fino al 99% di virus e batteri e di prevenire le irritazioni alle vie respiratorie negli ambienti eccessivamente secchi. Il modello “ Aqua 3 in 1 Air Purifier ” raccoglie le tre funzioni di filtraggio, sterilizzazione ed umidificazione in un corpo compatto e facilmente collocabile in ogni ambiente. Questo modello dispone di un sensore intelligente che misura costantemente il livello di inquinamento dell’aria interna ed è pensato per poter funzionare anche nelle ore notturne senza disturbare il sonno. Il “ Black Hole Air Purifier ” si caratterizza invece per la gestione dinamica delle ventole interne la cui velocità di rotazione viene stabilità in funzione del tasso di inquinamento dell’aria misurato in tempo reale. Questa unità dispone inoltre di una tecnologia particolarmente silenziosa che elimina il tipico “ronzio” degli apparecchi elettrici. L’LG “ Air Bus Air Purifier ” fa invece dell’efficienza energetica uno dei suoi punti qualificanti. Questo modello è progettano per contenere l’assorbimento energetico e di conseguenza anche il costo in bolletta. L’Air Bus Air Purifier dispone inoltre di un sofisticato sistema di gestione dei flussi d’aria derivato dai condizionatori LG che permette di operare su grandi volumi d’aria anche in ambienti molto grandi. Il “ Virus Pro Nano Plasma Ionizer ” è invece dedicato specificamente alle applicazioni in cui sia necessario abbattere la carica batterica e virale dell’aria. La tecnologia di ionizzazione dell’aria contribuisce a prevenire il mal di testa e a rimuovere gli odori molesti. Molto contenuti i consumi che si attestano a 1,9 Watt mentre la superficie ottimale di lavoro di 10 mq rende il prodotto ideale per piccoli uffici e stanza di medie dimensioni. A completare la gamma troviamo il modello “ Air Washer 3 in 1 Natural Humidifier ” che grazie alla funzione Turbo Humidification è ideale negli ambienti che richiedono una costante umidificazione dell’aria. L’unità è infatti progetta per consentire un efficace controllo dell’umidità ambientale e si rivela quindi un valido supporto in caso di difficoltà respiratorie o in presenza di un clima secco per lunghi periodi dell’anno. [Via & Photo Credits | LG ]
Continua a leggere: LG svela una nuova gamma di purificatori d’aria2 set
John Layt, uno sviluppatore di KDE, ha deciso di mettere alla prova Plasma Active : è l’interfaccia per netbook e tablet mantenuta da Aaron Seigo e Sebastian Kügler (da installare con openSUSE). I risultati sono stati più che soddisfacenti. In ferie coi figli d’una famiglia di amici, Layt ha fatto provare Plasma Active a dei bambini. Sono bastati pochi secondi di istruzioni perché il più piccolo di loro cominciasse a divertirsi coi giochi e le applicazioni di KDE Edu, al punto da chiedere ai propri genitori d’installarle su Apple iPad. Aneddoti a parte, è interessante attestare quanto sia lontana l’epoca della difficoltà nell’uso di Linux. Pure per gli infanti. Plasma Active non è ancora pronto per la distribuzione e il modo più semplice per provarlo è avviando un’immagine personalizzata di openSUSE. Eppure Layt l’ha già preferito a MeeGo: il dispositivo della prova era un ExoPC Slate , per pura ironia fornito gratuitamente a Layt da Intel. Kügler, invece, sviluppa l’interfaccia sul WeTab. Via | LWN John Layt ha promosso Plasma Active sui tablet, specie per i bambini
Continua a leggere: John Layt ha promosso Plasma Active sui tablet, specie per i bambini28 ago
KDE avrà molte difficoltà a proseguire nello sviluppo su piattaforme diverse da Linux, nel 2012. Benché il desktop possa funzionare su qualsiasi sistema operativo che supporti X11, le tecnologie previste per l’imminente futuro escludono a priori BSD e Solaris. Per non parlare dei porting , considerati “minori”, su Mac OS X e Windows. Wayland è soltanto il primo dei motivi alla base delle perplessità di Martin Gräßlin: KDE 5, per gli attuali progressi delle tecnologie di sviluppo, non potrà girare su sistemi non-Linux. E non è detto che la situazione possa cambiare. Perciò si dovranno fare i conti coi limiti di Plasma. Qual è la soluzione? Abbandonare i porting ? L’idea di Gräßlin, sviluppatore di KWin, s’avvicina molto a questa prospettiva. Di fatto, la situazione è già avviata all’abbandono di BSD e Solaris: KWin per Linux ha 1054 bug aperti contro i 4 di BSD e i 2 di Solaris. Plasma arriva a 3529 bug su Linux rispetto ai 30 per le altre piattaforme. KDE dovrà presto affrontare la realtà. Via | Martin Gräßlin Plasma incontra difficoltà a proseguire per le piattaforme non-Linux
Continua a leggere: Plasma incontra difficoltà a proseguire per le piattaforme non-Linux21 lug
ASUS offre un ulteriore elemento di garanzia ai propri clienti: l’esclusiva formula “Zero Bright Dot”, che consente la sostituzione dell’intero pannello del notebook nel caso in cui anche un solo pixel rimanesse permanentemente acceso, effetto comunemente noto come “Bright Dot”. L’effetto “Bright Dot” (o punto luminoso) si verifica infatti quando una o più delle tre componenti di un pixel (di colore rosso, verde o blu) rimane permanentemente accesa; il “dark dot” (o punto oscuro) è riferibile, invece, ad un pixel permanentemente spento e non illuminato. I dark dot non rientrano nelle condizioni di garanzia ASUS. Continua a leggere ASUS: display dei notebook senza difetti… Commenta
Continua a leggere: ASUS: display dei notebook senza difetti10 giu
Richard Stallman ritiene pericoloso il modo in cui gli e-book plasmano il mondo dei libri poiché impongono forti restrizioni delle libertà individuali. Leggi anche:
Continua a leggere: Richard Stallman: gli e-book sono un pericolo
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