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Fedora 12 integrerà Moblin

La distribuzione di casa Red Hat integrerà la tecnologia Moblin per netbook e nettop all’interno della sua prossima release, la numero 12 con nome in codice “Constantine”. Buone notizie per tutti gli appassionati al mondo dei sistemi operativi GNU/Linux ottimizzati per i computer ultra-portatili. Moblin, ormai famosa piattaforma di casa Intel, verrà integrata all’interno di Fedora 12 sotto forma di tecnologia aggiuntiva. Tutti gli interessati, dunque, potranno utilizzarla sui propri dispositivi Fedora semplicemente lanciando il comando “yum groupinstall “Moblin Desktop Environment“. Lo stesso comando potrà essere utilizzato per aggiornarla con i …

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Stare di continuo ad aggiornare i software che ormai riempiono i nostri computer diventa sempre più difficile e spesso non effettuare un update può risultare controproduttivo. Mozilla ha infatti calcolato che circa l’80% degli utenti utilizzatori di Firefox usa, in abbinamento al browser, una versione ormai datata del plugin Flash . Questo non va bene e Firefox ne paga le conseguenze in termini di stabilità. La stessa Mozilla però ha deciso di prendere in pugno la situazione e dalle prossime versioni del browser in questione includerà un Flash Version Checker adibito a notificare agli utenti l’eventuale disponibilità di una nuova versione dell’ormai tanto importante componente di sistema. Niente di rivoluzionario dunque, però è sempre un qualcosa in più. Via | OSNews

Continua a leggere: Firefox 3.5.3 segnalerà nuove versioni del plugin Flash

Eguagliare AppStore in quanto a semplicità di utilizzo, possibilità di scelta nel catalogo e prezzi concorrenziali è piuttosto difficile. Se ne sono accorti sulla loro pelle i programmatori di software che molto più spesso rilasciano versioni delle proprie creazioni anche per altre piattaforme. Sfogliando le decine di feed dei blog da cui traiamo notizie, ci è capitato di imbatterci in un articolo decisamente interessante scritto da uno sviluppatore (Matt Hall) della Larva Labs , piccola software house specializzata in applicativi dedicati a piattaforme iPhone ed Android . Nel testo si parte con una constatazione improntata sulla legge dei grandi numeri: sono 26,4 milioni gli utilizzatori di iPhone contro i soli 3 milioni di utenti in possesso di un dispositivo Android. Da una attenta analisi di mercato è stato dimostrato che, mentre nel caso del “ melafonino ” almeno un possessore su due acquista regolarmente un software al mese, solo il 19% della controparte del partito del “ googlefonino ” fa altrettanto. Tradotto in soldoni, nel vero senso della parola, in un mese si spendono 5 milioni di dollari per gli applicativi Android contro i 125 milioni “prodotti” dagli apparentemente felici utilizzatori di iPhone. Se poi ci aggiungiamo anche iPod Touch con i suoi quasi 19 milioni di acquirenti, arriviamo senza troppi problemi a quota 200 milioni di dollari. Mica noccioline! La differenza è abissale ma con l’esempio che vi stiamo per citare diventerà tutto ancora più surreale. Prendendo come cavia il gioco Trism è stato osservato che nei primi due mesi in cui il titolo è stato in listino nell’AppStore questo ha venduto per un totale di 250 mila dollari. Nello stesso arco di tempo, ma nell’ Android Market , il software è stato distribuito in sole 500 copie producendo poco più di 1000 dollari. I motivi di tale differenza stanno alla base di tutto; AppStore è decisamente più user-friendly di Android Market. In quest’ultimo l’impossibilità di vedere screenshots, la limitazione a soli 325 caratteri per le descrizioni, vari problemi con i server al momento del download e soprattutto un sistema di pagamento non proprio comodo ( Google Checkout ) sono tutti fattori che remano in direzione contraria. Date le enormi potenzialità della piattaforma Android non è difficile arrivare a concludere che Google potrebbe e dovrebbe fare di più per incentivare gli utenti all’acquisto dei dispositivi prima, e delle applicazioni dopo. Il prossimo Android 1.6 sembrerebbe però già in grado di colmare molte delle lacune sopra citate . Staremo a vedere.

Continua a leggere: Android Market rende meno di AppStore

Al momento popolato da un numero ancora esiguo di software, l’App Catalog di Palm è lo store realizzato per permettere la distribuzione di applicazioni sul nuovo smartphone Pre

Continua a leggere: Palm Pre App Catalog – video dimostrativo del catalogo applicazioni di Palm

Il problema è minore, ma giunge a poche ore dal precedente black-out di Gmail: Google Calendar risulta non raggiungibile da parte dell’utenza UE. Trattasi di un nuovo baco nel contesto di una suite gratuita sulla quale Google basa la propria filosofia Autore: Giacomo Dotta Tipo risorsa: news Categoria: Software e servizi

Continua a leggere: Dopo Gmail, zoppica anche Google Calendar
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  • Filed under: google, Software, varie
  • 3 Italia osserva i suoi servizi

    Adottata la piattaforma Apama di Progress Software per il monitoring degli eventi di business legati alle piattaforme di billing e rete convergenti

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  • Filed under: Software, varie
  • Creative ha presentato ufficialmente il suo nuovo Zii Egg, handheld poliedrico e dotato di caratteristiche di tutto rispetto ma non ancora pronto al debutto sul mercato come prodotto finito. L’Uovo di Creative è basato su Android di Google ed in grado di processare video in HD, gestire flussi audio in post-processing, accelerare la grafica 3D e parecchio altro, e la società di Singapore spera di conquistare l’appeal di sviluppatori e produttori OEM per inaugurare un business proficuo idealmente destinato a fare concorrenza diretta a iPhone e iPod. Alla base dell’handheld c’è la nuova piattaforma di Creative nota come “Plaszma”, dotata del “media processor” ZMS-05 (sviluppato da Creative stessa), doppia fotocamera sul davanti e sul retro, playback in HD con tanto di output video a 1080p, supporto a OpenGL ES, audio X-Fi, 32 Gigabyte di memoria integrata, slot per memory stick Secure Digital (SD), supporto WiFi, GPS, Bluetooth e accelerometro a 3 assi, il tutto condito con uno schermo LCD da 320×480 pixel dotato di funzionalità multi-touch a 10 punti. Cotanta abbondanza di hardware può essere sfruttata sia attraverso Android che con la programmazione diretta del media processor ZMS-05, e anche se al momento mancano le funzionalità da smartphone lo Zii Egg ha tutte le qualità per rappresentare un’alternativa agli handheld di Apple, sia sul fronte della fruizione dei contenuti (iPod) che su quello del Mobile Internet Device e della comunicazione (iPhone). In realtà è Creative stessa a non avere ben chiare le idee su dove posizionare il prodotto, tanto che Zii Egg viene attualmente venduto come kit per sviluppatori dal costo di 400 dollari. La speranza di Creative è che le capacità computazionali della piattaforma e la contemporanea possibilità di farci girare sopra Android e le relative applicazioni suscitino sufficiente appeal nel mondo OEM, i cui protagonisti avrebbero in seguito la possibilità di vendere un handheld Zii Egg col proprio marchio indirizzandolo al mercato che preferiscono. Condividi

    Continua a leggere: Creative ha presentato ufficialmente il suo nuovo Zii Egg

    Samsung ha reso disponibile un nuovo aggiornamento software per lo smartphone GT-i7500 Galaxy, il suo primo terminale basato sul sistema operativo Android …

    Continua a leggere: Samsung GT-i7500 Galaxy – disponibile un nuovo aggiornamento

    Fast Groups gratis per pochi giorni

    Fast Group è disponibile gratuitamente su AppStore , ma solo per pochi giorni. Fast Groups consente di gestire contatti e gruppo della nostra rubrica in modo semplice e veloce, con la possibilità di inviare una mail ad un intero gruppo.

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  • Filed under: Apple, iPhone, Software
  • Kaspersky Lab annuncia il rilevamento di Virus.Win32.Induc.a, un nuovo virus che si diffonde attraverso CodeGear di Delphi, un ambiente di sviluppo per applicazioni Desktop e Enterprise. Virus.Win32.Induc.a. infetta tutte le applicazioni create con CodeGear di Delphi. Il virus, comunque, non rappresenta oggi una vera e propria minaccia, quanto piuttosto un nuovo metodo di diffusione – il virus è infatti privo di “payload”, l’istruzione che permette a virus e worm di compiere azioni dannose sui computer infetti. Al momento, il virus sembra un test di nuove routine di infezione, ma è probabile che in futuro venga modificato dai cybercriminali per compiere attacchi veri e propri. Virus.Win32.Induc.a sfrutta la possibilità di Delphi di creare file eseguibili in 2 passaggi. Il codice sorgente viene inizialmente compilato per creare dei file .dcu (Delphi compiled unit) intermedi, che vengono poi collegati per creare file Windows eseguibili. Il nuovo virus si attiva non appena viene lanciata un’applicazione infetta. A questo punto il virus controlla se sul computer è installata una delle versioni di Delphi (4.0, 5.0, 6.0 or 7.0). Se il software viene rilevato, Virus.Win32.Induc.a compila il file Delphi Sysconst.pas, producendo una versione modificata del file compilato Sysconst.dcu. Praticamente tutti i progetti creati in Delphi, includono la linea “use SysConst”; l’infezione di anche un solo modulo dell’ambiente di sviluppo, produce quindi l’infezione di tutte le applicazioni in fase di sviluppo. In altre parole, il file modificato SysConst.dcu causa l’inserimento del virus in tutte le applicazioni create nell’ambiente di sviluppo infetto. I prodotti Kaspersky Lab sono in grado di rilevare e bloccare Virus.Win32.Induc.a e di gestire sia i file Delphi compilati che i file Windows eseguibili.

    Continua a leggere: Kaspersky Lab: rilevato virus che infetta applicazioni create in Delphi