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Precise Pangoline, il prossimo rilascio di Ubuntu, proporrà il Long Term Support (LTS) su Kubuntu, Xubuntu ed Edubuntu. Canonical ha approvato le proposte avanzate dai rispettivi gruppi di sviluppo: all’appello, tra le derivate ufficiali, mancherebbe giusto Lubuntu — che però è entrata soltanto di recente nella lista della società. A dispetto del grande lavoro su Unity, l’interfaccia di Ubuntu, Canonical non sembra relegare gli altri desktop al ruolo di comprimari. Il discorso è diverso per Edubuntu, la variante dedicata all’istruzione: tuttavia, Kubuntu e Xubuntu offrono ambienti diversi dal “fork” di GNOME. Il supporto a lungo termine non è uguale per tutti. Xubuntu, ad esempio, ha proposto un limite di tre anni. Canonical ha esteso il programma LTS sul desktop a cinque, seguendo il ciclo della versione per i server. Kubuntu adottò il supporto a lungo termine con Lucid Lynx e la proposta prevede soltanto l’estensione a cinque anni. Edubuntu, per i cinque anni, rimuoverà Mono e gbrainy. Via | Phoronix Canonical avvia il Long Term Support su Kubuntu, Xubuntu ed Edubuntu

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  • Ubuntu Unity – 2011 in hell

    Wow. It’s almost exactly one year i don’t write on this blog. These days I’ve done a lot of things with my Ubuntu at work. From July i used the Unity shipped versions (starting from 11.04). I was forcing myself to find a new way to work with Unity and in some things I must say that the developers are right. The interface is nicer, clean, and very fast in loading, usable in most of the compatible devices. But working with it as a Developer is simply a single word : HELL ! Everything that was easy with previous gnome in customizing commands, icons , shell scripts, extra actions with nautilus and so on is completely impossible with Unity. I had to report a simple list of what simply is tedious to manage in Unity : – Skype : icon and notifications are not glued well in the Unity system, and i always lose proficiency in responding to colleagues and friends fast (it’s a MS fault , i know, but skype is essential to me, cannot work without, and not in this way for sure). – Eclipse : Simple icon problem. You can’t easily put an icon in the launcher, well, you can, but beware of the effects. Unity is unable to detect a running instance, so you can only open new windows. – Custom programs : no way to put them in the launcher, same problems as in Eclipse. This makes everything more difficult and impractical. – Lacking of a ‘SHOW DESKTOP’ icon : Desktop screen is barely reachable. So i end to let it completely void. The desktop picture is useless, you’ll never see that screen except for the start of session. This was a major request that Unity developers didn’t solve soon. I find this very depriment. – Sometimes windows instances are not shown in launcher and they are lost forever. You cannot make them get to the current display. – you cannot easily switch between windows, and in the most of actions you must wait for the launcher to appears, and then, to choose what of the instances to open (just as windows 7) I could wait and think to at least ten others unpleasant things about Unity but i’m stopping here. From two days i’m at my home with the 10.04 version. I feel very fast, maybe faster than i thought, and the productivity is raised, and i feel less stressed , because I CAN switch between windows, choose instantly what i want without waiting seconds for everything. Unity is perfect for very simple operations. For a developer, even occasional, is a difficult tool to master. Simple things becomes difficult. That’s all. After 6 months of strong Unity usage, this is all i can say about. Maybe for the next two years Unity will be better fit for all. For now I’m thinking to changing for a distribution without Unity.

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    Gradiator è il primo ed unico generatore di gradienti per GNU/Linux in CSS3. Gli sviluppatori hanno da poco rilasciato la prima versione disponibile per GNU/Linux sotto forma di sorgenti e PPA per Ubuntu e derivate; questo tool farà sicuramente felici gli sviluppatori web che avranno a disposizione un tool “nativo” e di conseguenza non dovranno ricorrere a strumenti esterni. L’applicazione risulta essere molto semplice ed intuitiva, si possono notare alcune somiglianze con il classico “select color” messo a disposizione da The Gimp. Gradiator di default si presenta con un tema nero molto elegante ed in linea con le applicazioni GNOME come eog e Totem. Come possiamo notare dalla pagina del progetto, Gradiator è stato creato su Windows con software proprietario, questo piccolo dettaglio spero che non ne pregiudichi l’utilizzo, data anche la bontà del software. Come già affermato è disponibile il tarball con i sorgenti software nella pagina “Download” del progetto, insieme ad un apposito PPA per Ubuntu 11.10 e superiori. Via | Gradient Gradiator, il primo generatore di gradienti per GNU/Linux in CSS3

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    Immagini Ubuntu Install Guide

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    Quando si parla di software open source e in particolare di Linux , la fetta di mercato desktop corrispondente non è mai la prima cosa ad essere citata, dato che tra gli appassionati ma non solo è risaputo che presso l’utenza comunque il pinguino non gode di così tanta considerazione. Tuttavia le cose sembrano essere cambiate nell’ultimo semestre 2011. NetMarketShare infatti è un sito web che si occupa di stilare report sui dati di mercato dei più ingenti software tra browser, applicazioni e sistemi operativi; secondo l’agenzia dai dati emersi sin da Luglio dell’anno ormai passato si è avuto un leggero incremento di circa lo 0.10% per mese per quanto riguarda la userbase Linux . Sulla pagina ufficiale è possibile guardare la curva subita dal marketshare del nostro sistema operativo preferito; sicuramente rispetto allo staticismo degli scorsi anni nei quali Linux è rimasto sulla soglia dell’1% è un grosso passo avanti: si può arrivare a parlare di crescita per il sistema open source, e a questo punto c’è da discutere quale sia il fattore che ha determinato questo incremento significativo a fronte di una soglia fissa. Forse gli sforzi di Canonical sono stati apprezzati presso la folla? Unity , la shell grafica di Ubuntu non è così male dopo tutto? E secondo voi, qual’è stato l’evento che ha stimolato le persone sino a determinare una crescita di ben un terzo della base di utenza?

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    Oxygen, è una parola che suona familiare se siamo user di KDE. Proprio per questo motivo Vernon Adams, ha voluto chiamare allo stesso modo dei famosi componenti di KDE il suo nuovo font , disegnato appositamente per il desktop del draghetto verde. Questo nuovo font potrebbe diventare un’altro font “di serie” dopo Cantarell introdotto su Gnome Shell e Ubuntu. Questo nuovo font, paragonabile al font non ufficiale per Linux Mint chiamato Mint Spirit, punta ad offrire un font con una migliore leggibilità per il destkop KDE. Il progetto, nonostante l’avanzamento dello sviluppo offre già ottimi risultati come testimonia l’immagine in cima al post. Secondo quanto possiamo apprendere dalle immagini pubblicate sul blog di Vernon Adams, questo font si adatta perfettamente alle vari GUI di KDE e rende i testi molto più leggibili e gradevoli alla vista. Resta da vedere come proseguirà lo sviluppo di questo Oxygen, che se fosse inglobato dall’omonimo progetto Oxygen sarebbe una grandissima vittoria per il desktop KDE e per Adams. Via | Veron Adams Oxygen, un nuovo font non ufficiale per il desktop KDE

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    È stata rilasciata ieri, in serata, la prima release candidate per KDE 4.8. Tra le novità proposte spicca KSecretService, un nuovo servizio in background per la memorizzazione delle password e soprattutto per migliorarne la condivisione con le applicazioni esterne a Plasma e KDE. Un cruccio tipico del desktop environment e KWallet. Un aspetto destabilizzante venendo da ambienti diversi – ad esempio, da GNOME – è proprio l’onnipresenza della finestra di KWallet: il “portachiavi” di KDE per il salvataggio delle password. Alla prima parola–chiave da salvare è richiesto l’inserimento d’una password per sbloccare KWallet. Una soluzione tanto sicura, quanto scomoda. Non sono stati proposti molti dettagli sulla presenza di KSecretService su KDE 4.8 RC 1. Tuttavia, il mio auspicio è che utilizzi una soluzione più simile a quella di GNOME Keyring: il “portachiavi” di GNOME non richiede la password per accedere a quelle salvate. Chi vuole proteggerle con questo metodo può farlo a titolo opzionale. Da questo punto di vista, personalmente credo che la soluzione più intelligente sia quella di Ubuntu. Oltre all’integrazione predefinita di GNOME Keyring con Pluggable Authentication Module (PAM), Ubuntu cripta la cartella dell’utente usando la password di login. Accedendo al desktop si sbloccano sia la /home , sia il “portachiavi”. KDE è perfettamente integrato con PAM già dal display manager, perciò realizzare altrettanto non costituirebbe un problema. Ancora meglio se associato a KSecretService per raccogliere e condividere le password di applicazioni “aliene”. Si può comunque scegliere di lasciare KWallet senza parola–chiave, ma è una scelta sconsigliabile. Altre novità di KDE 4.8 RC 1 sono meno eclatanti: la direzione intrapresa dal progetto è la stessa di Qt, aumentando l’utilizzo di QML e QtQuick in vista del futuro major upgrade a KDE5 e Qt5. Dolphin, ad esempio, è stato riscritto per migliorare ulteriormente le performance. Seguono consueti fix di manutenzione all’intero desktop. Via | KDE News KDE 4.8 inaugura KSecretService per la memorizzazione delle password

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    Qupzilla è un interessante browser web scritto in Qt, multipiattaforma, che ci offre numerose features insieme ad un’ottima user experience ed un limitato consumo di risorse. Questo interessante browser è sviluppato da David Rosca che ha saputo creare un browser web davvero fantastico. Le features di Qupzilla possono essere equiparate a quelle dei più blasonati Mozilla Firefox e Google Chrome, infatti troviamo una perfetta integrazione col sistema, il supporto ad Adblock, il supporto ai bookmarks, un feed rss, la modalità speed dial, la modalità incognito, la possibilità di personalizzarne la GUI e la possibilità di importare i bookmarks di Firefox e Chrome. Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardo questo nuovo ed interessantissimo web browser sul sito ufficiale ; inoltre, per gli utenti Ubuntu e derivate è stato messo a disposizione un PPA che ci permette di avere sempre l’ultima release semplicemente aggiornando il sistema. Via | OMG Ubuntu! Arriva un interessante aggiornamento per Qupzilla lo rende un vero e proprio browser moderno

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    Thunderbird 9 disponibile per il download

    Facendo seguito al rilascio di Firefox 9.0 (subito corretto con la versione 9.0.1), Mozilla annuncia l’arrivo di Thunderbird 9.0 , rinnovato per l’occasione ed ora facente uso dello stesso engine del browser, Gecko 9 . Engine che, secondo Mozilla, garantisce al client di posta di essere più reattivo sia in fase di avvio che di normale utilizzo, esattamente come leggiamo nelle relative note di rilasico . Pochissime le novità : la procedura di creazione guidata degli account è stata migliorata per rendere ancora più semplice la configurazione delle caselle di posta ed è stato altresì migliorato il supporto ai temi “Personas” durante la composizione delle e-mail e l’utilizzo della rubrica. Infine, è presente da questa versione un nuovo sistema (facoltativo) per l’invio di dati su prestazioni e usabilità per aiutare Mozilla a migliorare Thunderbird. Thunderbird 9.0 può esser scaricato dai server di Mozilla . Gli utenti del ramo 8 del client di posta hanno già visto il loro programma aggiornarsi automaticamente, e gli utenti Linux potranno usare il loro package manager allo scopo oppure (per gli utenti di Ubuntu, Mint e derivate) utilizzare i PPA Mozilla: sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/thunderbird-stable sudo apt-get update sudo apt-get install thunderbird

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    Ne avevamo annunciato il possibile arrivo dopo Natale, ma il team di Canonical ci ha fatto un regalo anticipato. È ora possibile pagare applicazioni o contenuti dall’Ubuntu Software Center tramite Paypal. La notizia arriva direttamente dai ragazzi di OMG Ubuntu, ma che ho voluto verificare personalmente. Osservando lo screenshot qua sopra è possibile notare come anche in Italia (giacché in un primo momento questo non era disponibile) è arrivata la possibilità di pagare applicazioni o contenuti tramite Paypal. A quanto pare però, questa nuova forma di pagamento è disponibile solamente per gli utenti di Ubuntu 11.10. L’introduzione di Paypal tra i metodi di pagamento disponibili nell’USC, potrebbe essere uno degli ultimi ostacoli per l’affermazione di un vero e proprio store per le applicazioni su Ubuntu, nonché un ulteriore forma di guadagno e relativo incentivo per gli sviluppatori. Resta solo capire quanto questa a lungo andare porterà dei benefici non solo a Canonical. Via | OMG Ubuntu! È ora possibile pagare con PayPal sull’Ubuntu Software Center

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