Informazioni tecnologiche
27 apr
Le batterie agli ioni di litio sono uno dei problemi più peculiari della tecnologia moderna. Vi lasciano il computer portatile senza energia dopo sole poche ore, vi fanno girare come rabdomanti alla ricerca di una presa per poter ricaricare, sono una delle cause principali per l'uso della frase “ti devo lasciare mi sta finendo la batteria” come scusa più o meno elegante per terminare una conversazione. Insieme al problema della capacità, che non è mai abbastanza, ci sono anche i problemi della lingevità delle batterie. Le batterie agli ioni di litio, ma anche le nuovissime batterie con litio-polimeri, hanno la cattiva abitudine di perdere capacità nel tempo. Tutti i problemi di batteria sono per definizione problemi legati alla chimica. In una batteria perfettamente funzionante, gli ioni viaggiano liberamente tra il catodo e l'anodo. Caricare la batteria forza gli ioni dal catodo all'anodo, usare la batteria prevede un flusso in senso contrario. Con l'uso, questo processo consuma il catodo e di conseguenza riduce la capacità della batteria. Una batteria agli ioni di litio di buona qualità in genere perde circa il 20% della propria capacità nei primi 1000 cicli di carica-scarica. Un modo alternativo per vedere il processo è che ad ogni ciclo, la vostra batteria perde un paio di secondi di capacità massima. Cicli carica-scarica mal gestiti e temperature alte possono influenzare enormemente questi valori, accellerando il degrado. Non solo, le batteria hanno comunque un leggero degrado anche se non vengono usate. Secondo quanto trovato in alcuni test infatti, una batteria agli ioni di litio perfettamente carica, perde circa il 20% della propria capacità dopo un anno. Questo se la tenete ad una temperatura standard di 25 gradi centigradi. Con 10 gradi in più, si perde quasi il doppio.
Continua a leggere: Batterie al litio, impossibile evitarne il degrado27 apr
27 aprile 2012 – Il worm Conficker ha provocato quasi 220 milioni di infezioni negli ultimi due anni e mezzo in tutto il mondo: è quanto emerge dal Security Intelligence Report volume 12 (SIRv12), l’ultima versione del documento elaborato due volte l’anno da Microsoft per informare sulle minacce e fornire ai clienti suggerimenti attuabili. Il SIRv12 esamina i dati relativi alle minacce online nel periodo luglio-dicembre 2011, con dati rilevati in più di cento Paesi di tutto il mondo. Secondo il SIRv12, i rilevamenti trimestrali del worm Conficker sono aumentati di oltre il 225% dall’inizio del 2009. Solo nel quarto trimestre del 2011, è stata segnalata la presenza di Conficker su 1,7 milioni di sistemi in tutto il mondo. Il 92% delle infezioni provocate da questo worm sono dovute a eccessiva semplicità o furto delle password, mentre nel restante 8% dei casi sono state sfruttate vulnerabilità per le quali è disponibile un aggiornamento della sicurezza. “ Conficker rappresenta uno dei principali problemi relativi alla sicurezza che dobbiamo affrontare, nonostante siano disponibili gli strumenti necessari per difenderci “, ha dichiarato Tim Rains, Director di Microsoft Trustworthy Computing. “ È essenziale che le organizzazioni si concentrino sulle norme di sicurezza fondamentali per potersi proteggere dalle minacce più comuni “. Il Microsoft Security Intelligence Report ha inoltre rivelato che molte delle minacce spesso definite Advanced Persistent Threats (APT) non sono in realtà più avanzate o sofisticate di altri tipi di attacchi. Nella maggior parte dei casi, questi attacchi sfruttano vettori noti, quali punti deboli o password rubate e vulnerabilità per le quali sono disponibili aggiornamenti della sicurezza, ma il successo che continuano a ottenere è dovuto principalmente all’insistenza e alle determinazione nell’utilizzo di varie tattiche per danneggiare l’obiettivo. Questi attacchi possono essere quindi definiti, secondo il SIRv12 come attacchi mirati effettuati da determinati avversari e non ATP. “ Spesso, definire avanzate le minacce informatiche può risultare fuorviante e distrarre l’attenzione delle organizzazioni dall’importanza della gestione dei problemi di sicurezza di base per impedire alle minacce più comuni di infiltrarsi nei sistemi “, afferma Rains. “ La maggior parte degli attacchi non si basa su tecniche o tecnologie nuove e superavanzate come il termine APT potrebbe suggerire, ma si limita a sfruttare password troppo semplici o rubate e vulnerabilità per le quali è disponibile un aggiornamento della sicurezza e a utilizzare il social engineering “. Per garantire a clienti e aziende la maggior protezione possibile, Microsoft ha stilato una lista di norme di sicurezza di base da applicare come l’uso di password complesse, il mantenimento di sistemi aggiornati grazie agli update disponibili per tutti i prodotti, il ricorso a software antivirus forniti da fonti attendibili e l’investimento nei prodotti più recenti, caratterizzati da una protezione software di maggiore qualità. I sistemi Windows 7 e Windows Server 2008 R2 registrano il più basso tasso di infezione rispetto a qualsiasi altro sistema operativo Windows precedente. Nella seconda metà del 2011, Windows 7 Service Pack 1 per i sistemi a 32 bit presentava una probabilità di infezione tre volte inferiore rispetto a Windows Vista Service Pack (SP) 2 e quattro volte inferiore rispetto a Windows XP SP3. Le probabilità di infezione di Windows Server 2008 R2 erano del 30% inferiori rispetto a Windows Server 2003 SP2. Infine, Microsoft raccomanda di prendere in considerazione i servizi cloud come risorsa aziendale: il provider delle soluzioni di cloud computing gestisce infatti gran parte delle procedure e dei processi relativi alla protezione necessari per mantenere i sistemi aggiornati, inclusa l’installazione degli aggiornamenti per la sicurezza. Le aziende e i clienti che devono gestire la protezione dei propri ambienti di elaborazione possono usufruire dei servizi cloud per ridurre le attività richieste in quest’area. Il Security Intelligence Report Volume 12, in lingua inglese, è disponibile sul sito di Microsoft .
Continua a leggere: Security Intelligence Report: le minacce per le aziende26 apr
Nokia N79 Active, edizione speciale del N79, egrave un cellulare dedicato agli sportivi perchegrave puograve essere usato con la speciale fascia Polar Bluetooth WearLink in grado di registrare i battiti cardiaci durante l’attivitagrave fisica. Grazie all’A-GPS, inoltre, saragrave possibile tracciare il percorso effettuato, la distanza e la velocitagrave di corsa ed egrave munito di uno speciale auricolare pensato per la corsa. Disponibile nella versione con scocca Sea Blue, Espresso Brown, Olive Green, White o Coral Red. Dotato di scrittura facilitata T9, SMS, MMS, E-Mail, vibrazione, sveglia, calcolatrice, orologio, rubrica, modalitagrave aeroplano, stampa PictBridge, localizzatore GPS, altoparlante stereo, browser xHTML, Flash Lite 2.0. Dispone di due fotocamere: quella principale egrave da da 5.0 MegaPixel con ottica Carl Zeiss, zoom 20X e regolazione della luminositagrave; quella secondaria egrave in grado di registrare brevi filmati e di videochiamare. Sviluppa una connettivitagrave WAP 2.0, GPRS, USB, Bluetooth, Modem Integrato, Java MIDP 2.0. E’ presente un riproduttore MP3/AAC/WMA, suonerie polifoniche a 64 toni e possibilitagrave di scaricare da Internet o WAP tantissime immagini, loghi e giochi.
Continua a leggere: Nokia N79 Active26 apr
26 aprile 2012 – Presentato in anteprima al Mobile World Congress 2012, LG Optimus 3D Max è disponibile a partire da oggi. L’ultimo nato in casa LG tra i cellulari 3D glasses-free vanta un chipset migliore, include un nuovo convertitore 3D che consente di riprodurre un maggior numero di contenuti 3D, trasformando i contenuti 2D di Google Earth, Google Maps e altre app di mapping in 3D. Il programma di video editor D del dispositivo consente l’editing di video 3D sul telefono in tempo reale, mentre il tasto rapido disposto sul lato dello smartphone permette agli utenti di passare facilmente da 2D a 3D e viceversa. Optimus 3D Max comprende anche la funzione di personalizzazione delle icone delle app utilizzando le immagini della galleria. La fotocamera da 5 megapixel sul retro cattura sia foto sia video in 3D usando due obiettivi. Con il software, che verrà rilasciato successivamente al lancio, saranno rese disponibili altre caratteristiche, tra le quali un convertitore HD per visualizzare contenuti ad alta risoluzione su un televisore collegato attraverso Mobile High-Definition Link (MHL) e Range Finder, che calcola la distanza tra la fotocamera e un soggetto, e le dimensioni di un oggetto mediante triangolazione, sfruttando al meglio le capacità 3D dello smartphone. “ Attraverso Optimus 3D Max, stiamo portando a nuovi limiti l’innovazione nel settore del mobile entertainment ”, ha dichiarato Jong-seok Park, Presidente e CEO di LG Electronics Mobile Communications Company. “ Questo dispositivo è stato significativamente migliorato rispetto al primo Optimus 3D, presentato al Mobile World Congress nel 2011. La nostra seconda generazione di smartphone 3D glasses-free è più sottile e leggera, molto più simile a qualsiasi altro smartphone top di gamma, ed offre un’immagine spettacolare sia in 2D sia in 3D ”. Sara Brunelli
Continua a leggere: LG Optimus 3D Max, intrattenimento 3D glasses-free26 apr
Dopo aver estasiato milioni di appassionati su PC con una trama straordinariamente matura accompagnata da una profonda struttura di gioco e da un sistema di combattimento al cardiopalma, l’eroe dai capelli argenei di The Witcher 2: Assassins of Kings approda su Xbox 360 con il corposo aggiornamento dell’edizione Enhanced . L’importante passaggio su console delle avventure di Geralt di Rivia, idealmente unito al recente annuncio della riproposizione su PC di Dark Souls ad opera di From Software, potrebbe costituire un punto di svolta per tutto il genere dei giochi di ruolo occidentali, rappresentando al contempo uno degli esperimenti più audaci compiuti da diversi anni a questa parte da chi, come il piccolo ma affiatato team di sviluppatori polacchi di CD Projekt , preferisce andare controcorrente per di rimarcare la propria estraneità alla logica distruttiva dei DLC a pagamento. A integrazione della recensione di Assassins of Kings propostavi undici mesi or sono, quindi, quest’oggi cercheremo di analizzare gli aspetti inediti della trama e delle meccaniche di gioco dell’edizione Enhanced, comprese le peculiarità specifiche (tecniche e “ludiche”) della versione X360. A CACCIA DEL REGICIDA Prima di addentrarci nell’analisi spicciola dei singoli elementi che, nel loro meraviglioso e caleidoscopico insieme, compongono l’Enhanced Edition di Assassins of Kings, conviene soffermarci sugli aspetti narrativi di un’opera complessa giunta solo ora sulla console Microsoft dopo più di cinque anni dal primo, storico capitolo dell’epopea videoludica del Witcher, rimasta un’esclusiva PC nonostante un tentativo successivo di porting su PS3 e X360 conclusosi in malo modo per le difficoltà incontrate in corso d’opera dai programmatori. Ispirata ai racconti e ai libri fantasy dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, la saga di The Witcher differisce dagli altri giochi di ruolo occidentali per l’importanza rivestita nella trama dal protagonista: Geralt di Rivia, infatti, diversamente dai classici “eroi senza nome” delle serie concorrenti mantiene una caratterizzazione fisica, caratteriale e squisitamente “ludica” immutabile per tutto il prosieguo dell’avventura. La granitica solidità del guerriero principale è però solo uno dei pochissimi aspetti del titolo che non può essere modificato dall’utente: i dialoghi con i tanti personaggi secondari plasmano gli eventi della trama orientandola con un ricco sistema a scelta multipla ramificato su più livelli emotivi e morali. Figlio di una morente gilda di cacciatori di mostri, Geralt di Rivia è il prodotto di un mondo crudele e ricco di sfaccettature, è il paladino solitario di un’oscura dimensione fantasy/medievale in cui le luci brillanti del bene si tuffano negli abissi del male per rifrangersi in un infinito dedalo di chiaroscuri: i molteplici livelli interpretativi del percorso intrapreso nei suoi panni per scoprire chi muove la mano del misterioso assassino dei sovrani dei Reami Settentrionali che dà il titolo all’avventura, di conseguenza, regala allo spettatore le forti emozioni di un film interattivo e restituisce l’immagine di un capolavoro in cui tutto, dagli sboccati canti di guerra che scandiscono l’avanzata delle truppe sul campo di battaglia alle frasi di scherno bisbigliate dai popolani al nostro passaggio, riesce a trovare una sua collocazione. LE AGGIUNTE DELL’EDIZIONE ENHANCED Integrate nella versione console, le aggiunte, le migliorie e le ottimizzazioni dell’Enhanced Edition danno alla versione PC di The Witcher 2 un respiro più ampio e limano le spigolosità della prim’ora con delle corpose iniezioni di contenuti gratuiti che danno il senso della bontà del lavoro svolto dagli sviluppatori di CD Projekt per venire incontro alle esigenze dei fan di lungo corso. Su richiesta degli appassionati, ad esempio, è stato completamente rivisto il valore di taluni nemici in relazione al momento della storia e del livello personaggio: così facendo, si è potuto introdurre un livello di difficoltà supplementare che accentua il tenore action delle meccaniche di combattimento e soddisfa il “sadismo” dei giocatori più navigati. Oltre alle cento e passa revisioni al codice del titolo “liscio”, l’Enhanced Edition di The Witcher 2 somma alla struttura delle missioni dell’avventura originaria un “bonus” di compiti secondari per un minimo di quattro ore di gioco supplementari. Le problematiche ravvisate dagli acquirenti della prim’ora di Assassins of Kings, legate tanto alla “corpuscolarità” di una trama quanto alla relativa scarsità di elementi strategici nel gameplay, sono state risolte (o meglio, “aggirate”) dall’introduzione di sequenze in cinematica riassuntive e dall’aggiunta di ulteriori potenziamenti sbloccabili avanzando di livello (su tutti, il segno Heliotrope e l’abilità Berserker, entrambi correlati all’uso dell’adrenalina). Nell’ottica del porting e dell’avvicinamento a un’utenza meno avvezza ai giochi di ruolo occidentali troviamo poi il Tutorial corredato di una breve ma simpatica sottotrama che ci introduce alla modalità Arena, completamente staccata dalla campagna principale e sviluppata come “passatempo accessorio” per studiare il complesso sistema di combattimento del titolo e i possibili potenziamenti da sbloccare nell’avventura “maggiore”. LE CARATTERISTICHE DEL PORTING SU CONSOLE Le critiche avanzate da chi, undici mesi fa, ha guardato con scetticismo all’eccessiva “consolizzazione” delle meccaniche di gioco di Assassins of Kings trovano nella versione Xbox 360 di The Witcher 2 la risposta più esauriente: a prescindere dalle ottimizzazioni dell’Enhanced Edition e dalla natura del gameplay originario, Geralt di Rivia riesce ad accasarsi senza sforzo sulla console Microsoft grazie a una straordinaria omogeneità tra i comandi mouse-tastiera della versione PC e quelli tramite joypad del “porting verdecrociato”. Il fluido menù di selezione rapida legato alla pressione ingame del pulsante dorsale sinistro, ad esempio, sopperisce magnificamente alla necessità di mettere in pausa il gioco. Anche nel bel mezzo di un combattimento, bastano infatti pochi istanti per accedere ai segni (cinque “magie” offensive e difensive con effetto ad area o ad obiettivo), alle tasche (cinque slot personalizzabili per le bombe, i pugnali da lancio e le trappole), alle spade (una d’acciaio per i nemici umani, l’altra d’argento per i mostri e gli “spiriti maligni”) e alla meditazione (un processo utile per creare e bere degli infusi con gli ingredienti raccolti, ma anche per riposare e saltare istantaneamente da un’ora all’altra della giornata). Il peculiare sistema di combattimento basato sull’uso della spada, inoltre, ha nel joypad di Xbox 360 il suo strumento più efficace: in maniera analoga all’eroe di Dark Souls, infatti, Geralt di Rivia può affrontare i suoi avversari eseguendo scivolate, stoccate, contrattacchi rapidi, mosse finali, spazzate e parate con la pressione di soli tre tasti (il primo per gli attacchi rapidi, il secondo per i potenti e l’ultimo per i movimenti elusivi). Il ritmo frenetico degli scontri all’arma bianca del witcher guadagnano in complessità strategica se consideriamo l’utilizzo complementare dei segni, delle bombe, delle lame da lancio e delle trappole, oltre che degli unguenti per le spade, delle rune, dei potenziamenti per le armature, del trofeo conquistabile uccidendo i nemici maggiori e via discorrendo. Nel mare di elementi positivi dell’Enhanced Edition e delle peculiarità specifiche della versione X360 di Assassins of Kings, però, non possiamo nè vogliamo esimerci dal sottolineare quanto poco sia stato fatto dai CD Projekt per risolvere le problematiche relative alla gestione dell’inventario: la scarsa “navigabilità” del menù di pausa, infatti, rende estremamente caotica l’indicizzazione degli oggetti nelle sottocategorie di cui si compone l’inventario che, per necessità dovute all’accumulo di risorse nelle fasi esplorative, deve essere aperto più e più volte nel corso dell’avventura sia per commerciare con i bottegai locali che per “liberarsi dalle cianfrusaglie” che limitano i movimenti di Geralt quando quest’ultimo ha la sfortuna (purtroppo frequente) di raggiungere e superare il limite massimo del carico trasportabile. È però l’incongruente e deficitario sistema di visualizzazione degli obiettivi sulla mappa dinamica e su quella consultabile nel menù di pausa, però, a guadagnare la palma del problema più “pruriginoso” delle meccaniche di gioco di The Witcher 2: l’assenza di punti di riferimento che indichino al nostro eroe la via da intraprendere per portare a termine le missioni principali e gli obiettivi secondari, comunque, “obbliga” in qualche modo il giocatore a prestare attenzione ad ogni singola riga di dialogo e a tenere traccia di ogni luogo visitato per mettere insieme le informazioni necessarie alla “scoperta” finale del luogo esatto da raggiungere. Le sviste dei CD Projekt nella gestione della mappa e degli obiettivi, al netto della frustrazione provocata provocati dall’assenza di un qualsivoglia punto d’orientamento, danno però il senso del tenore “maturo” dell’opera e servono paradossalmente ad accentuare l’immedesimazione dell’utente. GRAFICA E SONORO SU XBOX 360 Sotto il profilo puramente tecnico, la versione Xbox 360 di The Witcher 2 costituisce uno dei porting da PC più curati che si siano visti negli ultimi anni. La gestione magistrale delle luci dinamiche negli ambienti al chiuso e negli spazi aperti assoggettati al ciclo giorno/notte, il lavoro certosino svolto dai programmatori di CD Projekt per trovare il giusto compromesso tra il realismo delle scene immortalate a schermo e il tratto fiabesco a tinte dark della palette cromatica, la ricchezza di dettagli delle location naturali e dei villaggi, il taglio cinematografico degli intermezzi filmati e la forza espressiva dei personaggi secondari fanno di Assassins of Kings un gioiello d’arte digitale di rara bellezza. Il paragone diretto con la versione PC, naturalmente, mette in luce delle sbavature più o meno evidenti nelle animazioni, nella risoluzione delle texture e nella gestione degli effetti particellari dell’edizione verdecrociata, ma considerando il titanico sforzo profuso dagli sviluppatori polacchi per portare su console un titolo considerato tra i più esosi di richieste hardware di questa generazione, sarebbe stato profondamente ingiusto chiedere ai CD Projekt più di quanto hanno fatto. A prescindere da qualsiasi “attenuante” dovuta al porting, ci sono però un paio di note, nella sinfonia grafica di The Witcher 2 su Xbox 360, che stonano con tutto il resto e sono quelle costuite dalla sfibrante gestione dei caricamenti e dall’illogico sistema di autosalvataggio, due aspetti sfuggiti in maniera piuttosto superficiale, e quindi colpevole, alla lente d’ingrandimento di chi si è dovuto occupare dei miglioramenti e delle ottimizzazioni da apportare al titolo liscio con l’Enhanced Edition. E poi, perchè si è deciso di accantonare l’idea delle carte collezionabili con le donnine nude del primo episodio
? A conclusione del paragrafo non possiamo non occuparci della splendida colonna sonora di Assassins of Kings, composta da una ventina di tracce strumentali che accompagnano l’azione di gioco, i dialoghi e le scene d’intermezzo assecondandone il ritmo narrativo, anche se, tolto l’ottimo main theme d’apertura, mancano dei brani in grado di rimanere impressi nella memoria degli appassionati come la splendida “Believe” che concluse nel 2007 il primo capitolo della saga videoludica di Geralt di Rivia. Dello stesso tenore sono i giudizi alterni sul doppiaggio in inglese (ma con sottotitoli in italiano), riuscito con determinati personaggi secondari e appena passabile in altri frangenti, specie, ci duole ammetterlo, nella differente inflessione del doppiatore del witcher nei dialoghi a bassa e ad alta voce. COMMENTO FINALE Gli undici mesi intercorsi dall’uscita su PC danno a questo “nuovo” Assassins of Kings il respiro di un kolossal videoludico giunto a completa maturazione: le aggiunte gratuite dell’Enhanced Edition, il lavoro magistrale di conversione su console compiuto dai CD Projekt e la ricchezza di contenuti del titolo originario fanno di The Witcher 2 un capolavoro a tutto tondo che, oggi come allora, merita di essere giocato e rigiocato fino allo sfinimento. Il delicato processo di sviluppo portato avanti dagli autori polacchi e l’amore per i propri fan dimostrato con l’introduzione senza alcun sovrapprezzo dei DLC e delle migliorie dell’edizione Enhanced ci restituiscono l’immagine di un prodotto ricco, multiforme, complesso e “sincero” come pochi. L’egregio e per nulla scontato risultato del porting su Xbox 360 fa il resto e aumenta ulteriormente il rispetto nutrito verso chi, come i CD Projekt, sa trasmettere ai propri fan la geniuna e incrollabile passione degli sviluppatori più onesti. Cosa ci piace Cosa non ci piace L’ottimo porting su X360 La gratuità su PC delle aggiunte dell’Enhanced Edition Superate molte delle criticità originarie della trama e del gameplay Caricamenti sfibranti e salvataggi poco frequenti Manca il doppiaggio in italiano Gli obiettivi “fantasma” della mappa e l’assenza di punti d’orientamento The Witcher 2: Enhanced Edition – galleria immagini The Witcher 2: Enhanced Edition – la recensione
25 apr
Eric Schmidt, nella testimonianza nella causa tra Oracle e Google ha affermato che Sun Microsystems voleva tra i 30 e i 50 milioni di dollari per la licenza Java, ma Google ha deciso di realizzare la propria implementazione per Android dopo che i negoziati tra…
Continua a leggere: Causa tra Oracle e Google: ecco gli ultimi sviluppi25 apr
Google ha detto di essere determinato a trovare una soluzione alle difficoltà che YouTube sta incontrando in Germania. La GEMA, l'equivalente tedesco della SIAE, ha infatti vinto la causa contro il gigante del web. Il tutto è iniziato nel 2010, quando la GEMA e YouTube stavano tentando di negoziare quanto YouTube avrebbe dovuto pagare in royalties per la musica e i video presenti sulla piattaforma. YouTube aveva proposto alla GEMA il 10,25% dell'introito netto ottenuto in territorio tedesco. GEMA aveva rilanciato, chiedendo anche 12 centesimi di euro per stream. Google ha risposto picche e la GEMA si è quindi rivolta ai propri legali, abbandonando di fatto il tavolo delle negoziazioni. YouTube, come contromossa aveva bloccato lo streaming di molti video per il solo pubblico tedesco. Lo scorso venerdi, la corte regionale di Amburgo ha decretato che YouTube deve rimuovere dal sito i file musicali coperti da copyright e ha anche imposto alcune restrizioni per eventuali problemi futuri. Nel futuro, ha detto la corte, sarà carico di YouTube controllare preventivamente se il materiale caricato è protetto da copyright. Ma non solo. La corte a chiesto a YouTube di usare il sistema ContentID per evidenziare quei titoli che sono copie di materiale coperto da copyright, sia che gli autori si siano lamentati o no.
Continua a leggere: YouTube e il problema tedesco25 apr
PS Vita potenzia le proprie funzionalità telefoniche con l’ applicazione di Skype , disponibile da oggi in via del tutto gratuita per i tutti i possessori della console portatile di Sony. Oltre alla possibilità di effettuare chiamate gratuite con i contatti di Skype, il servizio consente di fare videochiamate in alta definizione e si caratterizza per la presenza di una speciale modalità background utilizzabile per ricevere le telefonate mentre si gioca. Subito dopo la pausa, le restanti immagini in galleria dedicate all’app di Skype su PS Vita e un filmato promozionale con il videogiocatore professionista “ammazza-tornei” conosciuto con il nickname di Fatal1ty . Skype su PS Vita: galleria immagini PS Vita: l’applicazione di Skype disponibile da oggi – immagini e video
Continua a leggere: PS Vita: l’applicazione di Skype disponibile da oggi – immagini e video25 apr
Dopo aver mandato in brodo di giuggiole gli appassionati con le splendide scene immortalate nell’ultimo video in computer grafica di Dishonored , i ragazzi di Arkane Studios decidono di aggiornare il sito ufficiale della loro creatura steampunk per aprire una sezione dedicata alla maschera meccanica indossata dal protagonista per celare la sua identità ai soldati che gli daranno la caccia per i vicoli della città futuristico-vittoriana di Dunwall. Accusato ingiustamente della morte dell’Imperatrice, l’ormai ex guardia d’alto rango che dovremo interpretare si servirà della speciale maschera in suo possesso, dell’esperienza nel combattimento corpo a corpo acquisita negli anni e nelle sue doti “speciali” nelle arti magiche arcane per agire nell’ombra e cercare di riguadagnare l’onore perduto scoprendo, attraverso un approccio silenzioso “alla Thief”, chi si cela dietro le trame del complotto ordito alle sue spalle. La commercializzazione di Dishonored è prevista nel secondo trimestre del 2012 su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Dishonored: la maschera di Corvo – galleria immagini Dishonored: la maschera steampunk di Corvo “dissezionata” in foto
Continua a leggere: Dishonored: la maschera steampunk di Corvo "dissezionata" in foto24 apr
Avete presente il Mostro di Loch Ness ? Se ne parla tanto ma nessuno l’ha mai visto, proprio come nel caso di Google Drive. Bene, oggi siamo lieti di annunciarvi che quanto meno uno dei due esiste! E’ Google Drive, un luogo dove potrete creare, condividere e archiviare tutti i vostri file. Sia che stiate progettando qualcosa con un amico o pianificando il vostro matrimonio o, ancora, tenendo traccia delle spese domestiche, da oggi potrete farlo attraverso Google Drive. Dentro a Google Drive potrete infatti caricare tutti, ma proprio tutti, i vostri file, inclusi video, foto, Google Docs, PDF e altro. Con Google Drive potrete: Creare e collaborare in tempo reale. Google Docs è ora integrato in Google Drive e questo vi permette di lavorare insieme ad altri in tempo reale su documenti, fogli di calcolo e presentazioni. Dopo averli condivisi, è possibile inserire commenti a qualsiasi documento (PDF, immagini, video, ecc.) e ricevere notifiche a seguito dei commenti ricevuti.
Continua a leggere: E’ giunto il momento di presentarvi Google Drive
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